PADIGLIONE AUSTRALIA - GIARDINI DELLA BIENNALE DI VENEZIA

Città: VENEZIA
Nazione: ITALIA
Progettista Architettonico: DENTON CORKER MARSHALL
Date: 2015
Il progetto dell’edificio è stato realizzato dallo studio Denton Corker Marshall che si è fatto quindi carico di progettare il primo padiglione del 21° secolo nel sito: una forma primigenia di grande impatto visivo che, proprio per la sua semplicità, ben si inserisce nel contesto dei Giardini senza entrare in competizione con le opere esposte.  
Per questo edificio gli architetti hanno scelto l’anonimato formale, in favore di una grande attenzione nel dettaglio, dallo studio dei pannelli alla scelta del materiale. Il padiglione, una scatola di granito, ha il merito di integrarsi tanto nella natura presente nei Giardini quanto nel variegato panorama architettonico che si è sviluppato nel corso del tempo, con una collezione di padiglioni che va dalla “casa d’arte” di fine ‘800 al contenitore minimalista.  
Molti padiglioni portano la firma di grandi architetti del secolo scorso: Alvar Aalto, Carlo Scarpa, Louis Kahn, Gerrit Rietveld, Franco Mancuso, BBPR.  
Per quanto riguarda il padiglione australiano, la nuova struttura di Denton Corker Marshall sostituisce il precedente padiglione progettato da Philip Cox nel 1988. 
Gli architetti hanno, quindi, scelto la purezza formale, riuscendo nell’obiettivo di trovare un concept tanto semplice ed in sintonia con il contesto quanto espressivo.  
Particolare compositivo del padiglione sono i pannelli apribili che, con le loro grandi dimensioni e il movimento sui prospetti, realizzano un aspetto potenzialmente variabile per l’intero volume. Il nuovo padiglione si affaccia proprio sul canale dei giardini e si apre verso l’ambito naturale con un’ampia terrazza e percorsi esterni articolati in dislivelli successivi. 
All’interno interno l’edificio rivela una scatola bianca, dando forma ad un’estetica contemporanea e singolare: un oggetto scultoreo capace di mettere le opere esposte in relazione con un contesto misto tra natura ed architettura. 

Crediti fotografici: John Gollings