OLYMPIC BASKETBALL ARENA

Il progetto della Basketball Arena inizia nel 2007 con un team multidisciplinare guidato da Wilkinson Eyre Architects che si avvale della consulenza sportiva dello studio KSS Design Group e dell’ingegnerizzazione strutturale di SKM Antony Hunt. Nel 2009 viene rilasciata la concessione edilizia e nel giugno 2011 si sono conclusi i lavori.
Città: LONDRA
Nazione: REGNO UNITO
Tipologia: SPORT
Progettista Architettonico: WILKINSONEYRE
Date: 2011
Si tratta del terzo più imponente padiglione sportivo del Parco Olimpico che offre: 12.000 posti per le gare di pallacanestro e pallamano e 10.000 per la pallacanestro e rugby su sedia a rotelle, oltre ad essere la sede ufficiale per le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi.  
La flessibilità è stata quindi una priorità imprescindibile, ottenuta grazie a procedimenti costruttivi a secco e ad un impalcato di portali a traliccio che rende l’interno completamente libero da vincoli strutturali. Un sistema che, oltre ad offrire il vantaggio della flessibilità, ha sensibilmente ridotto i tempi del cantiere; tanto che le 1000 tonnellate di acciaio delle strutture sono state assemblate in soli 3 mesi. 
Più alto della Tate Modern e più lungo di un campo da calcio, l’intero edificio (114 x 96 mt, h. 30 mt) è stato realizzato in soli 15 mesi, guadagnandosi il primato di una delle cantierizzazioni più rapide del Parco Olimpico. Queste scelte costruttive sono una conseguenza anche del carattere temporaneo del programma che prevede che l’Arena sia smantellata dopo i Giochi e che 2/3 dei suoi materiali e componenti siano riutilizzati altrove. 
Flessibile, temporaneo e quindi, soprattutto, riciclabile. La struttura è avvolta da 20.00 m2 di membrana bianca in PVC (tipo Verseidag Duraskin Type 2) particolarmente idonea ad assecondare l’andamento della sotto-struttura che consiste in controventature in tubolare tondo che aggettano diagonalmente da 1.00 a 1.50 m dalla struttura primaria. I teli in tensione a tutta altezza scandiscono le campate di 6.00 m e formano pieghe irregolari che vogliono evocare l’impatto del lancio della palla. 
Il ritmo modulare dell’involucro è spezzato dalla tridimensionalità delle varianti degli aggetti che adottano 6 diverse configurazioni, ottenute dalle diverse inclinazioni e direzioni degli archi di supporto della membrana. 
La copertura esibisce invece un andamento plissettato; è sempre rivestita in PVC ma con strato oscurante interno per evitare che la luce naturale del giorno interferisca con l’illuminazione artificiale idonea al gioco ed alla presenza dei Media. 
La membrana del rivestimento di facciata è traslucida per consentire al 5% della luce naturale di penetrare l’edifico e per lasciar filtrare l’illuminazione artificiale verso l’esterno. La sera, infatti, un artistico progetto illuminotecnico trasforma l’involucro in uno schermo continuo per proiettare filmati e reportage olimpici; è prevista anche una retroilluminazione con un caleidoscopio di LED per dematerializzare il padiglione in una lanterna di luce e celebrare l’identità ludica della sua architettura. 

Crediti fotografici: WilkinsonEyre
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