AMPLIAMENTO DEL CIMITERO URBANO DI AREZZO

Città: AREZZO
Nazione: ITALIA
Progettista Architettonico: CARMASSI STUDIO DI ARCHITETTURA
Date: 2004
L’Antica fraternita dei laici, un’associazione aretina da secoli responsabile della gestione delle sepolture cittadine, ha affidato nel 1992 allo studio Carmassi l’incarico di progettare l’ampliamento dell’ottocentesco cimitero urbano. Una serie di traversie, dovute principalmente alla mancanza di fondi e risolte con l’intervento dell’amministrazione comunale, ha procrastinato al 1997 l’inizio dei lavori. La crescita casuale e disordinata del cimitero esistente e l’esigua superficie dell’area a disposizione per il nuovo intervento, sono i due vincoli principali da considerare, per cogliere i principi che informano il progetto. Dal punto di vista del programma, infatti, la proposta dello studio Carmassi ha assolto alla richiesta di predisporre circa 10.000 posti per le nuove sepolture, adottando sostanzialmente la sola tipologia del colombario, con i loculi disposti su più livelli. Sotto il profilo architettonico, l’intervento si caratterizza come “metafora dell’ordine”, accogliendo al proprio interno le eccezioni derivanti dalla peculiarità dell’area, di forma trapezoidale e con una leggera depressione nella parte centrale. Delimitato a sud dal vecchio cimitero, a nord da una collina, a ovest da una fila di cappelle private e, a est, dalla spianata del parcheggio, l’ampliamento assume l’asse est-ovest dell’insediamento esistente come guida per definire una lunga loggia di ingresso e distribuzione ai quattro elementi lineari dei colombari, diversi per dimensione e conformazione. I servizi generali sono opportunamente distribuiti lungo la galleria: a est, in corrispondenza dell’ingresso, si trovano gli ambienti per i custodi, il chiosco dei fiori, la camera mortuaria, gli spazi tecnici; all’estremità ovest sorge il volume a pianta ellissoidale del crematorio; più discosto, al di fuori del recinto cimiteriale e lontano dalle abitazioni costruite nelle sue vicinanze, si trova l’inceneritore. 
La “volontà d’ordine”, che si manifesta con evidenza nella griglia ortogonale sottesa all’impianto planimetrico, nelle precise gerarchie instaurate tra la galleria di distribuzione e i colombari, nel mantenimento di una quota costante della gronda di tutti gli edifici, trova infatti altrettanti contrappunti nella sezione articolata al di sopra e al di sotto del piano di campagna, nelle superfici leggermente inclinate dei campi verdi di inumazione compresi tra i colombari e, soprattutto, nelle leggere, continue deformazioni impresse alle giaciture dei blocchi. 
Crediti fotografici: Carmassi Studio di Architettura