NUOVA ALA MUSEI CAPITOLINI - ROMA

Città: ROMA
Nazione: ITALIA
"Una nuova aula vetrata progettata da Carlo Aymonino accoglie il Marco Aurelio ai Musei Capitolini: un intervento interessante per la delicatezza della forma e la precisione della soluzione tecnologica. La grande aula vetrata ricavata dalla copertura del Giardino Romano, riprendendo la soluzione adottata con l'ottocentesca Sala Ottagono, è dedicata alla definitiva sistemazione della statua equestre e fa parte dei lavori di restauro dell’ala che comprendono anche la nuova sistemazione delle fondazioni in tufo del tempio di Giove Capitolino. La copertura vetrata è sorretta da sei pilastri in acciaio verniciato, costituiti da colonne a sezione circolare del diametro di 75 cm, prive di basi e di capitelli e che si sviluppano da pavimento a soffitto. Essi sostengono alle due quote le travi a sezione scatolare e andamento ellittico che portano le due differenti coperture in vetro, quella della sala ellittica e quella delle coperture perimetrali. La forma dell’ellisse è stata ripresa, non casualmente, dalla pianta della piazza del Campidoglio. Il progetto della copertura vetrata si articola su due livelli collegati da un tamburo anch’esso vetrato che si appoggia sulla trave ellittica inferiore. La copertura superiore, con la sua forma ellittica, rappresenta la soluzione più particolare mentre la parte inferiore risulta più tradizionale.
L’ellisse superiore presenta infatti una maglia strutturale a “cassettoni” in travi di acciaio, di due centimetri di spessore, disposte secondo un reticolo di due metri per due, per un’altezza che va da uno a due metri circa nel punto di colmo. Su questa struttura poggia la copertura in vetro che, essendo anche leggermente sferica, è stata discretizzata con strumenti informatici di modellazione tridimensionale, i quali hanno permesso non solo il dimensionamento e la costruzione di ogni pezzo, ma anche il relativo posizionamento in loco, onde verificare anticipatamente le interfacce costruttive. E’ stato pensato un asse di simmetria centrale per facilitare la trasposizione delle forme in lastre producibili. Essa è costituita da pannelli vetrati triangolari stratificati, in 52+52 misure diverse, composto da una lastra Float chiaro da 12 mm temperata in piano (tensione di tempera 120Mpa circa) e da un vetro di sicurezza, indurito a 45 MPa, antisolare selettivo da 6 mm, per ottimizzare il confort interno e limitare l’abbagliamento senza modificare la percezione dell’ambiente esterno. In realtà la particolare posizione e altezza delle travi della cupola, che si erge sul tamburo, non consente la penetrazione diretta della luce, accorgimento progettuale che permette di mantenere all’interno degli ambienti una luce zenitale diffusa ma non diretta. Per sostenere i pannelli vetrati della copertura è stato studiato dalla ditta produttrice un sistema ad hoc, che permette di risolvere tutte le condizioni di vincolo e di sostegno dei vetri triangolari nei vertici posti alle diverse quote della superficie ellissoidale.
Questo sistema consiste in un “piedino” in alluminio con una rotule basculante conclusiva, sulla quale è possibile appoggiare i vetri con diversi gradi di inclinazione, interponendo una specifica guarnizione in Neoprene per salvaguardare i movimenti dilatativi.
I vetri sono di forma triangolare, delle dimensioni di 2 m di lato e diagonale 2,9 m, con un peso rilevante,di circa 120 kg per lastra, fattore che ha richiesto molta cura nella fase di montaggio.
La ventilazione naturale della superficie interna dei vetri monolitici è garantita da un labirinto a circolazione d’aria permanente ottenuto distanziando il bordi dei vetri perimetrali dalla gronda di raccolta dell’acqua. Questo accorgimento è stato proposto dalla ditta produttrice direttamente al progettista per ottimizzare il comportamento della copertura in uso.
All’interno la copertura è in parte nascosta da un controsoffitto in vetro opaco portato da sottili profili metallici. Il tamburo, alto circa 5 m si compone di due fasce orizzontali separate da una sottile cintura metallica sostenuta da costole di controvento realizzate in vetro strutturale. La parte inferiore è realizzata con grandi specchiature a vetri temperati e stratificati, accostati a filo lucido e vincolati sui lati orizzontali lungo l’ellittica. Una parte del tamburo è ventilato naturalmente con un sistema di lamelle verticali in vetro selettivo che sono posizionate sulla cintura e sono azionate con attuatori elettrici “trasferiti” dal settore automobilistico. Sono infatti dei manovellismi di 40 x 140 cm, motorizzati a famiglie, che consentono l’apertura contemporanea di gruppi di lamelle da 4-5 elementi. Ciò garantisce la ventilazione dello spazio museale nella stagione di picco, fattore importante non richiesto dalla committenza, ma previsto dall’azienda realizzatrice della vetrata sempre per ottimizzare il confort interno. Gli impianti tecnologici corrono all'interno della intercapedine perimetrale della sala e nel controsoffitto della galleria del Muro Romano e nel Braccio Nuovo. L'impianto termico e di condizionamento è composto da ventilconvettori e pannelli a pavimento che garantiscono una temperatura di 24° d'estate e 20° d'inverno. Il montaggio è stato una fase alquanto delicata per diversi motivi. Prima di tutto a causa della complessa logistica in cantiere che ha reso necessario l’utilizzo di spazi di stoccaggio sugli edifici adiacenti, data l’impossibilità di avere aree di stoccaggio all’interno del museo, in secondo luogo la posizione all’interno della città che ha reso necessario un preciso coordinamento dei tempi di carico e scarico, e non ultimo le avverse cattive condizioni metereologiche, che non hanno facilitato un lavoro già di per sé non semplice."