NOI TECHPARK ALTO ADIGE

Nel capoluogo altoatesino debutta l’hub hi-tech che fa della città il nuovo polo tecnologico d’Italia: eccellenza regionale, volano per il Paese, ponte virtuale tra Nord e Sud d’Europa. Qui sapere ed esigenze del mercato dialogheranno di Green, Food, Ict&Automation e Tecnologie Alpine, in un complesso avveniristico e al contempo rigeneratore ossequioso di un passato denso di lasciti.
Città: BOLZANO
Nazione: ITALIA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Date: 2017
L’Alto Adige Südtirol è ben noto, investe da sempre su uno sviluppo intelligente ed ecosostenibile, rispettoso della natura e delle persone, al cui centro si pone l’uomo. In questo alveo, la Provincia Autonoma di Bolzano ha finanziato NOI Techpark, un parco tecnologico sito nella zona meridionale di Bolzano, nel cuore di un parco green a impatto zero. L’Innovation District, ispirato dunque alla natura e in essa immerso, accoglie l'energia innovativa e l'attività di ricerca del suo territorio, generando know-how altamente specializzato. Ideato, certo, come motore per lo sviluppo economico locale, sarà anche indubbio propulsore della crescita dell’Italia tutta. Cento i milioni di euro d’investimenti pubblici che raddoppieranno grazie al coinvestimento privato. Il NOI (acronimo per “Nature of Innovation”, che occhieggia anche alla prima persona plurale) ha inaugurato il 20 ottobre 2017. Peculiarità del parco tecnologico è quella di essere pienamente integrato nel tessuto urbano e nella vita sociale della città di Bolzano. La strada maestra è segnata, se è vero che il complesso è già stato scelto da aziende del calibro di Huawei, Maccaferri, Grandi Salumifici Italiani, Leitner per insediare i propri centri di sviluppo, laboratori e uffici. 

Il complesso: numeri, fasi, attori 
L’insediamento del nuovo polo tecnologico vanta una cubatura totale di 202.687 m3, di cui 145.264 fuori terra e 57.423 interrata. Nel prossimo futuro la cubatura totale aumenterà quasi di quattro volte, salendo a 750.000 m3. Ad oggi, quindi, i lavori sono ultimati per il 30% dell'intera operazione, con un indotto di 500 posti di lavoro. Il restante 70% sarà destinato ad aziende private e startup impegnate nei settori dell'innovazione. Il complesso è una grande opera di rigenerazione urbana: ripensamento e riqualificazione di alto livello architettonico del complesso di archeologia industriale dell’Alumix di Bolzano, storico stabilimento costruito nel 1937, in pieno Ventennio. Si tratta di un’area di quasi 13 ettari, la cui evoluzione s’interseca con la storia della città, dell’Alto Adige e, come vedremo a breve, in qualche modo con quella dell’intero Paese. Nel 2007 la Provincia Autonoma aveva indetto un Concorso Internazionale di idee, sviluppato poi da BLS, Business Location, diventata società di progetto e committente del polo tecnologico. Nel complesso, la BLS ha coordinato progettazione, gare d'appalto e realizzazione. La progettazione è durata quattro anni, dal 2008 al 2012, frutto della collaborazione internazionale tra la rappresentanza milanese del gruppo Chapman Taylor e di CL&AA, Claudio Lucchin & Architetti Associati, di Bolzano. Lucchin è anche direttore dei lavori. Dopo le gare d’appalto del 2013 per i lavori di costruzione, nel 2015 sono iniziati i lavori, terminati in tre anni, a fine 2017 appunto. Le Imprese mandanti sono state Misconel srl. (per il lotto 1), Volcan srl. (lotto 2), Bettiol srl (lotto 3). L’investimento complessivo ammonta a € 64.198.570, annoverando bonifiche (€ 1.293.776), parte edile (€ 54.930.062) e arredi (€ 7.947.732). Il costo parametrico, dunque, è stato di 271 euro/mc, sul lato edile, di 310,2 euro/mc per il combinato di edile e arredi.

L'articolo completo su Modulo 411/2018
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