MUSEO EBRAICO

Il Museo Ebraico di Berlino, aperto al pubblico nel 2001, espone la storia sociale, politica e culturale degli ebrei in Germania dal IV secolo ad oggi, presentando e integrando, per la prima volta nella Germania del dopoguerra, le ripercussioni dell’Olocausto.
Città: BERLINO
Nazione: GERMANIA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: STUDIO LIBESKIND
Date: 2001
Il progetto è frutto del concorso per l’ampliamento del Museo di Storia della città di Berlino bandito nel 1988 dal Senato di Berlino Ovest. L’idea era quella di creare un nuovo edificio accanto al palazzo barocco di Kollegienhaus per poter ospitare il Museo Ebraico e degli spazi espositivi per mostre temporanee. 
La proposta di Daniel Libeskind, ispirato alla cultura ebraica e alla tragedia dell’Olocausto, dimostrava l’inadeguatezza dell’idea di integrazione fra i due musei fino ad allora prevalente, e tracciava la strada per la creazione dell’attuale e indipendente Museo Ebraico. 
L’aspetto più interessante del progetto, che si estende su una superficie di 15.000 metri quadri suddivisi in 5 piani, è la comunicatività emozionale che trasmette: l’architettura si fonde con la scultura creando un volume dalle superfici dilaniate. 
L’ingresso avviene tramite un corridoio sotterraneo, unico elemento di connessione tra il vecchio e il nuovo edificio, che non ha altro accesso, che si divide in tre assi distributivi rappresentativi della storia del popolo ebraico. 
Il primo conduce alla “Torre dell’Olocausto”, uno spazio chiuso, freddo e buio alto 20 metri simile ad una stanza carceraria; il secondo conduce al “Giardino ETA Hoffmann” con 49 steli inclinati di cemento su cui sono piantati alberi e un pavimento sconnesso per disorientare il visitatore; il terzo conduce verso le sale espositive. 
La pelle esterna dell’edificio è costituita da pannelli in zinco caratterizzati da fessure e tagli disposti in maniera casuale, i quali sono gli unici elementi finestrati che permettono di guardare attraverso gli spessi muri del museo. 

Crediti fotografici: Studio Libeskind