MUSEO (CON S. BALTA, A. CARLOTTO, Y. GARBUKAS, A. RICHTER-MODERSITZKI)

Città: CASTEL TIROLO
Nazione: ITALIA
Progettista Architettonico: KLAUS HELLWEGER
"La fortezza di Castel Tirolo si sviluppa intorno ad un cortile centrale, in posizione sopraelevata rispetto alla strada di accesso, sui lati del quale sono disposti i principali corpi di fabbrica. Un alto edificio, il Palatium disposto ad est, stringe, insieme al più modesto volume che ospitava le scuderie, il varco di accesso alle mura di cinta. Procedendo in salita, costeggiando il cortile sopraelevato, una stretta strada conduce al mastio, vero e proprio fulcro della composizione. Sul lato opposto ai fabbricati di servizio e alle scuderie si sviluppa il Palatium sud, connesso al mastio e all’adiacente refettorio attraverso un camminamento in quota sulle mura. La torre del mastio, che domina uno dei vertici del complesso, è stata, all’inizio del Novecento, oggetto di un intervento di completamento che, sopraelevando il preesistente moncone, l’ha resa l’elemento di maggiore riconoscibilità del castello.
Nonostante la solidità e l’imponenza delle strutture, il diffuso degrado delle superfici e le manomissioni operate nell’ultimo secolo nei vari corpi di fabbrica hanno reso necessaria la predisposizione di un piano di riqualificazione complessivo imponendo una profonda riflessione sul significato del termine recupero. Nel caso specifico, esso si è tradotto nella precisa volontà da parte della Sovrintendenza di ripulire e preservare gli ambienti più rappresentativi senza, tuttavia, rinunciare alla possibilità di rivisitare le parti rimanenti con un linguaggio architettonico contemporaneo.

L’intervento
L’intervento di recupero ha riguardato tanto gli spazi esterni del castello, con la sistemazione dei camminamenti di ronda e la realizzazione di due piccoli volumi in legno, quanto gli ambienti interni dei fabbricati principali della fortezza. I due volumi esterni sono rispettivamente la copertura dei resti di un’antica chiesetta carolingia e uno spazio di riunione per incontri didattici. L’insediamento del museo storico culturale, all’interno della fortezza, ha richiesto la redazione di un programma funzionale articolato che prevedesse spazi espositivi, bookshop e caffetteria oltre agli ambienti riservati all’amministrazione. L’allestimento delle varie sale alterna reperti archeologici, mappe, quadri, oggetti, a postazioni multimediali e guide sonore, secondo una disposizione e una concezione frutto di un continuo e serrato dialogo tra progettisti e Sovrintendenza. Negli ambienti più importanti, le cui alterazioni sono state assunte come stratificazioni del processo evolutivo, l’intervento è stato minimale. Le teche e i pannelli sono integrati in strutture in acciaio e legno poggiate puntualmente o sospese, come nel caso della “Sala degli Imperatori”, alla struttura lignea dei solai per non alterare la percezione della spazialità interna valorizzando il “contenitore” storico e, nel contempo, gli oggetti esposti. Il percorso espositivo si snoda attraverso il Palatium est e quello sud per giungere, attraverso il refettorio, alla torre quadrangolare dove l’allestimento diventa il vero protagonista dello spazio interno. Allestimento, struttura di distribuzione e architettura si fondono in un oggetto tridimensionale che si sviluppa per tutta l’altezza della torre. Il visitatore è condotto, attraverso un continuo alternarsi di vuoti e di pieni, alla sua sommità, dalla cui merlatura è possibile godere del panorama sull’intera valle. Ulteriori ambienti sono ricavati nel vecchio cortile delle cucine dove una sala ipogea conclude il percorso di visita. Nel corpo di fabbrica adiacente si trovano il bookshop e uno spazio per conferenze o esposizioni temporanee.

Il castello di metallo
All’interno della torre, dove le manomissioni sono state maggiori, la Sovrintendenza ha concesso la rimozione dei solai lignei esistenti, peraltro non in condizione di rendere nuovamente fruibili gli ambienti, in favore dell’inserimento di una nuova struttura. Quest’ultima ha richiesto un complesso lavoro di progettazione non solo del telaio portante, del sistema di distribuzione e degli espositori, ma anche del sistema di costruzione e montaggio degli elementi. Essa è, infatti, stata concepita come un “castello” metallico inserito nella scatola muraria della torre. Scale, vani di sosta, piattaforme espositive, teche si susseguono in uno spazio continuo che si sviluppa verticalmente tra vuoti e pieni disegnati da un rivestimento continuo in acciaio arrugginito.
Dal punto di vista strettamente costruttivo, la realizzazione del volume metallico ha richiesto l’eliminazione dei solai presenti e la rimozione temporanea della copertura della torre. Sono stati, inoltre, necessari alcuni interventi di consolidamento. Infatti, a seguito di una scossa sismica avvenuta negli anni ’90, era stato rilevato come la parte sommitale della torre, corrispondente alla sopraelevazione novecentesca, presentasse uno scarso ammorsamento dei paramenti murari in corrispondenza degli spigoli e una consistente differenza di spessore rispetto alle membrature originarie.
La struttura della scatola muraria, che al piede della torre è spessa sei metri, si sviluppa verso l’alto attraverso una serie di rastremazioni successive verso l’esterno, in corrispondenza delle quali erano originariamente collocati i solai, mantenendo, tuttavia, uno spessore assai consistente che si riduce bruscamente con l’innesto della sopraelevazione. Al fine di garantire un’efficiente risposta alle eventuali sollecitazioni derivanti da un sisma si è, quindi, provveduto all’inserimento di opportuni tiranti che migliorassero il comportamento scatolare della struttura e alla realizzazione di un anello di irrigidimento sommitale. Quest’ultimo è stato realizzato accoppiando due profili a C che sono stati disposti a correre sopra la merlatura. Affinché le tensioni non venissero trasmesse esclusivamente ai merli in muratura, sono stati predisposti sugli stessi dei fori verticali passanti per connettere, attraverso barre metalliche, l’anello di bordo alle sottostanti murature.
Una volta terminate le opere di consolidamento, prima di ricollocare la copertura si è provveduto al montaggio delle nuove strutture metalliche. Le fasi di costruzione sono state studiate per semplificare il più possibile la complessità della geometria del nuovo volume dato che le operazioni, vista la notevole altezza, si svolgevano in condizioni di non ottimale agibilità.
La struttura è riconducibile a tre elementi principali, una piastra, quattro pilastri angolari e l’impalcato delle scale. Questi elementi interagiscono tra loro per diventare un’efficiente macchina spaziale che è, nel contempo, telaio portante, figura architettonica e percorso distributivo. I quattro pilastri in acciaio, ciascuno composto da tre tubolari a sezione quadra connessi tra loro, sono disposti in posizione decentrata su ognuno dei quattro lati di base e inclinati verticalmente a seguire la rastremazione verso l’esterno delle murature. Essi individuano così uno spazio centrale che si dilata procedendo verticalmente fino a definire una sorta di tronco di piramide rovesciata. I quattro pilastri sono cinti dalla struttura metallica delle scale che, sviluppandosi come una spirale, rende solidale il telaio nelle tre dimensioni. Gli sforzi dell’intera struttura sono trasmessi, attraverso i pilastri, ad una piastra di ripartizione, costituita da profili in acciaio, semplicemente poggiata sulle possenti mura basamentali della torre, dello spessore di sei metri in corrispondenza della prima rastremazione. La struttura delle scale è costituita da una coppia di profili tubolari quadri, fissati a mensole predisposte sui pilastri. Le mensole si prolungano sino alla muratura perimetrale dove trovano un’opportuna sede. Tuttavia, esse non sono né poggiate, né connesse al paramento murario, ma predisposte, mediante una piastra di arresto posizionata di testa, per evitare movimenti orizzontali differenziati del telaio metallico rispetto alla scatola muraria. Il piano di calpestio delle scale è costituito da una lamiera in acciaio con pedate in legno e gomma antirumore. La dotazione impiantistica è integrata nelle cavità ricavate tra la struttura e il rivestimento senza intaccare in alcun modo gli elementi preesistenti.
L’intero sistema è realizzato a secco mediante bullonatura e saldatura degli elementi metallici.
Autore: Jacopo Gaspari"