MUNICIPIO HANS - SACHS - HAUS

Il municipio di Gelsenkirchen, conosciuto anche come Hans-Sachs-Haus e situato nel cuore della Ruhr, è stato rinnovato dallo studio internazionale Gmp Architekten.
Città: GELSENKIRCHEN
Nazione: GERMANIA
Tipologia: ISTITUZIONI
Progettista Architettonico: GMP ARCHITEKTEN
Date: 2013
Costruito a metà degli anni venti da Alfred Fischer, l’edificio di sei piani fu rivestito di impenetrabili mattoni marcati di scuro e pannelli di ceramica decorati geometricamente mentre un mix di finestre a nastro e bucature galleggianti attorno agli angoli tondeggianti definivano la sua estetica. 
Una tozza torre retrostante, di ben 11 piani, conteneva una sala concerti, una biblioteca pubblica, un ristorante, uffici ed un hotel.  
Nel 2008 Von Gerkan, Marg and Partners (Gmp), uno degli studi tedeschi di più alto profilo internazionale, ha vinto il concorso nel 2008 per il rinnovamento dell’edificio. 
All’interno non si trova una vera e propria sala da concerti, ma metà dell’ampio piano terra sul retro può essere chiuso da grandi porte acusticamente isolanti, creando una sala plurifunzionale da 400 persone, un numero che può arrivare a 1200 nel caso in cui questa venga aperta sull’atrio situato al centro dell’edificio, completamente illuminato dalla luce del sole.  
La maggior parte dell’edificio è occupata da uffici, inclusa una sala riunioni a due piani situata direttamente sopra la sala polifunzionale e l’ufficio del sindaco. Un piccolo museo, dedicato alle scolaresche, si avvolge attorno alla sala riunioni, su due livelli. 
Gmp Architekten ha lasciato scivolare all’interno del guscio preesistente una struttura a forma di ciambella completamente rivestita di cemento, rimuovendo l’appendice posteriore e realizzando sul retro, rivolta a sud-est, una facciata vetrata a tutta altezza schermata dal sole. In questo punto l’edificio originale, a forma di U, è assente. La facciata, intesa come metafora della trasparenza dei processi politici che si svolgono al suo interno, è incorniciata angolarmente da nuovi mattoni che emulano quelli dell’edificio precedente e che risvoltano sul retro: questi sono praticamente identici agli originali, risulta addirittura difficile distinguere il vecchio dal nuovo. 
All’interno, gli architetti hanno reso omaggio agli interni originali andati persi, sia con il pavimento codificato a colori, ideato dal designer Max Burchartz (1887–1961) e di influenza Bauhaus, sia nei due corpi scala, ricostruiti alla maniera degli anni Venti. 
L’estetica predominante è quella attuale, ma con un’allusione al passato: le balaustre di vetro si avvolgono attorno agli angoli del nuovo atrio così come si arrotondano i mattoni degli esterni e le lunghe travi della copertura dell’atrio richiamano quelle della sala concerti originale. Lo scuro legno di ciliegio, inoltre, si armonizza, con la tonalità grigio-blu del calcare irlandese utilizzato per le pavimentazioni delle zone pubbliche. 
Infine, c’è la torre, che si innalza di 5 piani al di sopra del resto dell’edificio. I piani delle pavimentazioni sono stati lasciati allo stato grezzo, con destinazione futura da definirsi. Attraverso la struttura originale in cemento di Fischer, si può vedere fino al soffitto.  

Crediti fotografici: Hans Georg Esch