MEMORIALE DELLA SHOAH

Città: BOLOGNA
Nazione: ITALIA
Progettista Architettonico: SET ARCHITECTS
Date: 2015
Ieri, uno spazio senza identità specifica. Oggi, un luogo contraddistinto da un oggetto monumentale, che induce alla riflessione, con rigore ed eleganza. Accogliente per chi lo voglia vivere in termini ludici e anche sportivi. Dinamico nell'equilibrio della luce e del colore. A Bologna, di SET Architects.

E’ passato poco meno di un anno dall’inaugurazione del Memoriale della Shoah di Bologna. E questo tempo trascorso registra un valore aggiunto importante, il gradimento espresso da parte della città di Bologna, la dinamicità e il “ritorno in vita” di una porzione urbana scansata e disattesa. Il concorso era stato indetto nel 2015, il progetto, realizzato in due mesi, inaugurato nel giorno della memoria di quest’anno. 
Autorevolissimo il presidente di giuria Peter Eisenman, autore del memoriale della Shoah di Berlino. Qualche momento di comune sentire tra le due opere si può leggere: la permeabilità, la cromia,anche se Eisenman adopera il cls grigio, mentre Set Architects ha scelto il corten. 
Il monumento sorge nella piazza delineata dalla neonata stazione ferroviaria dell’Alta Velocità di Bologna, all’incrocio tra via dé Carracci e ponte Matteotti. In un’area pronta a trasformarsi nel nuovo polo connettivo della città, con un’identità ancora tutta da plasmare, il Memoriale si presenta come landmark riconoscibile e di grande forza emotiva. Imponente oggetto materico, che attrae magneticamente i passanti, il monumento invita a riflettere sulla tragedia dell’Olocausto. 
L’opera è costituita da due parallelepipedi in acciaio corten di 10 x 10 m, simmetrici e vicini tra loro, disposti perpendicolarmente rispetto alle mura preesistenti della piazza. La giacitura convergente dei volumi delimita un percorso, che da una larghezza di 1.60 m si riduce drasticamente a un varco di appena 80 cm, generando così un immediato senso di oppressione. Al loro interno, i parallelepipedi presentano una griglia di lastre orizzontali e verticali che si intersecano a 90°, formando orbite rettangolari di 1.80 x 1.25 m, rilettura in chiave architettonica delle celle dei dormitori dei campi di concentramento. 
Ma esiste un’altra faccia del Memoriale: quella esterna rivolta verso la città, che si presenta come la superficie liscia di una pagina di storia ancora tutta da scrivere, dove il perimetro delle celle è solo vagamente accennato da lievi sporgenze in metallo, a simboleggiare la consapevolezza contemporanea. 
La scelta dell’acciaio corten, materiale che si ossida naturalmente all’aria aperta, non è casuale: con il passare degli anni, rivelerà i segni del tempo, dimostrando che tutto ha una storia. La pavimentazione del percorso tra i due blocchi è realizzata in ballast, pietrisco di basalto tipico delle massicciate ferroviarie, in memoria della “Judenrampe” (rampa degli Ebrei), la strada ferrata tra il campo di Auschwitz I – Stammlager e quello di Auschwitz II - Birkenau. II riverbero dei passi sui ciottoli e la netta restrizione del passaggio infondono angoscia: il Memoriale prende vita, e con esso il dramma del ricordo. 
La luce, infine, assume un ruolo cardine nella fruizione dell’opera. Durante il giorno, quando la piazza è colpita dai raggi del sole, il passaggio immerso nella penombra proietta il visitatore in un’atmosfera di riflessione; di notte, i fasci di luce artificiale che investono i volumi, amplificano il valore monumentale del Memoriale. L’opera, dalla forte carica simbolica, abbandona ogni retorica e intento didascalico per concentrarsi sull’importanza delle emozioni: “un presente” carico di passato.

Pubblicato su Modulo 404/2016
Photo credits: Simone Bossi