M9 - MUSEO DEL NOVECENTO

A Mestre lo studio di architettura Sauerbruch Hutton ha firmato M9, un museo interamente dedicato al Novecento all’interno di un polo catalizzatore che propone un format nel quale cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio viaggiano sullo stesso binario per generare occupazione, crescita e benessere per la collettività, proseguendo l’ambiziosa e impegnativa operazione di rigenerazione urbana della città.
Città: MESTRE
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA
Engineering: F&M INGEGNERIA
Progettista Architettonico: SAUERBRUCH HUTTON
Date: 2018
Il Museo, inaugurato dopo quasi dieci anni di lavori, mette in mostra al suo interno, attraverso un percorso “multimediale”, i “fondamentali” 100 anni che hanno rivoluzionato il mondo con le loro grandi trasformazioni sociali, economiche, demografiche, culturali ed ambientali. 
Il progetto, voluto e finanziato interamente dalla Fondazione Venezia, si sviluppa attraverso 7 corpi di fabbrica, tre dei quali costruiti ex-novo: quello del museo vero e proprio e uno destinato a retail, mentre il terzo è stato ottenuto dal recupero del convento di Santa Maria delle Grazie, la cui corte è diventata una sorta di piazza coperta concepita per ospitare eventi sia di carattere culturale sia aziendale. 
Affacciato su una grande piazza con negozi e ristoranti che accoglierà i visitatori, situata a pochi passi da piazza Ferretto, fulcro della vita di Mestre, il Museo si presenta con un rivestimento in ceramica policroma – 13 colori in tutto per un totale di 20.822 elementi – in grado di recepire e interpretare le tonalità del contesto e dei palazzi tipici veneziani, mentre gli ingressi e le rientranze sono trattati con cemento a vista utilizzato anche nella parte superiore dell’edificio. 
Il percorso interno si sviluppa su tre piani, due dei quali destinati ad ospitare la collezione permanente e uno dedicato invece alle mostre temporanee. Il piano terra e il primo piano, denominati rispettivamente MAMA e M900, sono suddivisi in 8 sezioni caratterizzate da grandi schermi che ricoprono le pareti e che danno vita a un ambiente totalmente immersivo dove il visitatore viene catapultato negli eventi che hanno segnato il secolo scorso. 
La narrazione, infatti, è interamente multimediale con materiali digitali provenienti da 150 archivi e 60 installazioni multimediali e interattive i cui contenuti sono curati da 47 storici, architetti e scrittori. 
L’ultimo piano, infine, denominato M000, è dedicato alle mostre temporanee che approfondiranno, in un ambiente più libero e aperto, illuminato dalla luce naturale proveniente dal tetto a shed, le tematiche del Museo spaziando dalla fotografia, al design, all’arte, alla tecnologia. 
A caratterizzare il complesso non sarà solo l’utilizzo del colore, tratto distintivo e ricorrente nelle realizzazioni del duo berlinese, o la sua innovativa multimedialità ma anche la particolare attenzione verso gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale: il progetto, infatti, oltre ad essere il secondo museo italiano ad aver ottenuto la certificazione LEED Gold del Green Building Council, ha previsto l’installazione di 276 pannelli fotovoltaici che producono 86.000 kWh di energia solare annua, l’utilizzo di 63 songe geotermiche in grado di soddisfare interamente il fabbisogno legato al riscaldamento e garantire il 40% dell’energia necessaria al raffrescamento. 

Crediti fotografici: Alessandra Chemollo
Post correlati