LUCERNE SCHOOL OF ART AND DESIGN

Sul sito industriale dell'ex produttore di monofilamenti Viscosuisse, oggi Monosuisse AG, a Emmenbrücke, un nuovo quartiere urbano, conosciuto come il Viscosistadt, prende forma. Pur mantenendo la diversità degli edifici esistenti, la qualità urbana del sito sarà ulteriormente rafforzata e sviluppata.
Città: LUCERNA
Nazione: SVIZZERA
Tipologia: ISTRUZIONE
Progettista Architettonico: EM2N
Date: 2016
Il primo passo è stato la conversione del Building 745 nella nuova Lucerne School of Art and Design. Parte del patrimonio Viscosuisse, il forte carattere dell'edificio plasma e influenza quello del sito. La struttura è composta da ampie campate e colonne con travi prefabbricate in cemento sul soffitto, che permettono lo sfruttamento di grandi spazi ininterrotti. 
Per preservare la qualità di questo esempio di architettura industriale svizzera e per renderlo utilizzabile, l'intervento dei progettisti è stato tanto diretto quando trattenuto. L'ingresso principale dell'università si trova ad est, da Nylsuisseplatz. Gli elementi verticali sul lato ovest del magazzino sono stati rimossi per aprire la facciata e stabilire così una connessione con il parco sul fiume vicino. Il piano terra aperto rafforza la connessione dell'edificio con il parco e anche con la comunità, svolgendo un ruolo centrale nello sviluppo pianificato dell'università aperta al pubblico. 
L'edificio è dotato di una caffetteria e di uno spazio per mostre ed eventi, insieme ad una biblioteca. Una zona del progetto è destinata ad essere utilizzata in svariati modi. Il Media Lab, aperto a tutti, costituisce il nucleo del primo piano, dove si svolgono i principali corsi. Le stanze al quarto piano ospitano gli uffici gestionali, di amministrazione e ricerca. Per la maggior parte gli spazi sono costituiti dalle pareti esistenti e dalla struttura portante del vecchio edificio. Nel seminterrato sono state progettate le aule per i corsi di laurea Video/Animazione, che richiedono un certo grado di isolamento acustico. 

Crediti fotografici: Filip Dujardin