LEHARIYA

Città: JAIPUR
Nazione: INDIA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Work in Progress - Progetto Architettonico: OBR OPEN BUILDING RESEARCH
Inizio Lavori: 2016
Il progetto Lehariya definisce un cluster attraverso l'articolazione di quattro edifici disposti come un sistema di dita parallele leggermente rastremate per aprire gli spazi interni verso la vista del paesaggio. Il piano terra dedicato al dettaglio è totalmente aperto alla città. I piani superiori sono progettati come uffici estremamente flessibili. Gli edifici sono racchiusi da schermi verticali, che si estendono oltre gli edifici, creando un effetto sovrapposto di trasparenza progressiva quando si vede dalla strada, affrontando le condizioni climatiche specifiche di Jaipur funzionando come tettoie verticali che sfumano gli edifici. Proprio come un tessuto, gli schermi sono creati da un sistema strutturale intrecciato di tana (ordito) e bana (trama), che compone un sistema di 60.000 baguette ceramiche verticali intrecciate su barre in metallo, in modo da apparire come tessuto macro che protegge gli edifici. Il design della facciata è stato sviluppato in collaborazione con artisti locali che hanno trasformato il modello tradizionale di Lehariya con la modellazione parametrica, incorporando requisiti climatici e tecnici. La tavolozza cromatica fa riferimento ai colori tradizionali e caratterizza ogni schermo in modo diverso. L'intento del progetto è quello di rafforzare il senso del luogo, promuovere il senso della comunità, condividendo gli stessi valori legati alle radici locali e rafforzando le identità individuali della gente. Gli schermi che formano le facciate sono considerati un mezzo per ricollegare l'architettura contemporanea all'arte tradizionale di Jaipur: le baguette in ceramica, fatte a mano dai produttori artigianali del Rajasthan, allargano il significato della molteplicità, dove la ripetizione (fatta a mano) non è una semplice moltiplicazione (produzione industriale di massa), ma un modo per dimostrare la magnificenza dei materiali locali e dell'iconografia.
Crediti fotografici: OBR Open Building Research