KENTISH TOWN HEALTH CENTRE

Il Kentish Town Health Centre, realizzato dallo studio inglese Allford Hall Monaghan Morris e finalista dello Stirling Prize 2009, è un innovativo centro per le cure primarie a cui si rivolgono quei pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero ma di un percorso terapeutico e assistenziale multidisciplinare.
Città: LONDRA
Nazione: REGNO UNITO
Tipologia: SANITA'
Progettista Architettonico: ALLFORD HALL MONAGHAN MORRIS
Date: 2008
Il nuovo presidio sostituisce un edificio in cemento dei primi anni ’70 e realizza una concezione nuova dello spazio sanitario, per restituire un’architettura riconoscibile ma a scala domestica con interni colorati, aperti e flessibili. Il risultato è un edificio su tre livelli e copertura piana di forte matrice modernista: superfici bianche, interrotte da infissi dalla vivace cromia verde mela, disegnano volumi puliti in un gioco di incastri, tagli e aggetti dalla chiara articolazione volumetrica.  
Il piano terra è costituito da un basamento in mattoni scuri a vista su cui aggettano i volumi bianchi dei due piani superiori. L’ingresso è segnalato da un imponente infisso retroilluminato a luci LED che contiene lettere e simboli in vetro colorato, preannunciando l’esuberanza cromatica che connota il design degli interni. 
Per enfatizzare la volontà di integrazione con la città e interazione con i residenti, il centro è attraversato da nord a sud da un percorso semipubblico, largo 5 metri e ispirato all’idea della "hospital street": al centro, la "strada" si trasforma in una "piazza" e cioè in un invaso di tre piani che ospita l’atrio, collegato ad un patio esterno di grande utilizzo nei mesi estivi.  
L’atrio con funzioni di attesa e socializzazione è un vero capolavoro del suo genere: inondato di luce e arredato con classe, grazie alle sedute multicolori di Ray Eames, è articolato come uno spazio fluido, accogliente e umanizzante. 
Un chiaro intento dei progettisti è stato quello di non zonizzare i servizi, ma renderli il più possibile interconnessi per sollecitare il lavoro di gruppo ed il senso comunitario del nuovo centro. 
La scelta distributiva di creare un asse centrale con al centro l’atrio, tagliato in quota dai collegamenti in vista, è alla base dello sviluppo di un progetto che, grazie al dinamismo scenografico dei campi visivi, vuole stimolare la partecipazione di medici, operatori e pazienti. 
All’interno degli ambulatori, la luce può essere graduata su tre diverse intensità, a seconda delle esigenze psicologiche dei pazienti. I piani sono indicati con grandi numeri e lettere in modo da segnalare con chiarezza dove siamo e come raggiungere i diversi settori e cioè: gli ambulatori, la dentistica, la pediatria, la senologia, la diagnostica per immagini, la chirurgia ambulatoriale, l’infermeria, la fisioterapia, oltre ai servizi sociali e cioè la palestra, la biblioteca, i consultori familiari e per la tutela dell’infanzia, gli uffici e gli spazi comuni. 
L’innovazione del servizio sociosanitario integrato è così interpretato da un’architettura che rivisita elementi come, l’arte, il design degli arredi, le connessioni volumetriche e distributive, le potenzialità dello spazio collettivo, attraverso un approccio sostenibile nei confronti dell’ambiente e umanizzante per gli utenti ed i residenti dei quartieri londinesi di Camden e Islington. 
La sostenibilità è insita nella visione olistica del progetto che si sostanzia in scelte come, l’uso di materiali riciclati, soluzioni impiantistiche a basso consumo, punti per la ricarica di veicoli elettrici e biciclette ripiegabili in dotazione ai dottori in visita domiciliare di zona. 

Crediti fotografici: Allford Hall Monaghan Morris