GENOME SCIENCES BUILDING - NORTH CAROLINA UNIVERSITY

Aperto al pubblico nell’ottobre del 2012, il GSB è un centro di ricerca interdisciplinare di otto piani, che coinvolge biologi, chimici e medici in un progetto che reinterpreta il paradigma del laboratorio di ricerca.
Città: CHAPEL HILL
Nazione: STATI UNITI D'AMERICA
Tipologia: ISTRUZIONE
Progettista Architettonico: SKIDMORE, OWINGS & MERRILL
Date: 2012
Ai piani superiori, laboratori umidi e laboratori asciutti sono raccolti in tre diversi blocchi, realizzati il cemento e vetro, collegati in modo da consentire ai ricercatori di muoversi agevolmente da un’area all’altra, da esperimenti reali ad esperimenti simulati fino all’analisi dei risultati. 
Sul tetto, una serra offre la possibilità di studi genetici sulle piante. 
Le zone a ventilazione forzata necessitano di un’enorme quantità di energia per catturare, trattenere ed eliminare gli agenti contaminanti dell’area di ricerca. In questi locali, l’aria non può assolutamente essere riciclata e l’energia usata per espellerla viene sprecata, ma ci sono meccanismi di recupero del calore. 
Per controbilanciare l’enorme consumo di energia causato dalle cappe ispiratrici, lo studio SOM ha elaborato altri tipi di strategia di sostenibilità, sia nei laboratori che negli altri locali dell’edificio, ovvero quelli più convenzionali, tra cui aule, uffici e sale conferenze. Tutti i laboratori umidi dell’edificio (ad eccezione di quello ad alta densità) utilizzano la tecnologia “chilled beam” che permette di risparmiare energia pompando acqua piuttosto che soffiando aria. Questo efficace sistema HVAC è anche utilizzato per i laboratori asciutti, che ospitano un gran numero di computer. Questi ultimi sono dotati di schermi di ultima generazione che usano meno energia e rilasciano meno calore. 
Una delle principali richieste dei laboratori asciutti è quella di uno spazio ampio e flessibile per il server, che ha trovato sede nel basamento, nel quale una pavimentazione sopraelevata consente un efficiente raffreddamento. Nonostante solitamente si tratti di edifici molto introversi, la maggior parte degli ambienti è illuminata dalla luce del sole, grazie alle vetrate a tutta altezza. 
I vetri ad alta prestazione configurano pattern precisi cui corrispondono performance solari precise mentre le colonnine esterne, simili a stecche di persiane verticali, si comportano come brise-soleil, oltre a catturare utili guadagni in termini di energia solare. Sul tetto, una serie di pannelli protegge le piante della serra, mentre alcuni led provvedono ad implementare l’illuminazione delle zone di crescita delle piante durante le giornate nuvolose.  
Per quanto riguarda l’obiettivo di pedonalizzazione, lo studio SOM ha progettato molteplici percorsi che si muovono al di sotto e attraverso l’edificio, collegando le zone residenziali con gli altri campus, tra cui quello di medicina. Zone attentamente progettate ed attentamente ombreggiate, una scala cerimoniale che porta alle aule ed un caffè, sono tutti elementi che concorrono a creare un piacevole punto d’incontro, una piazza, giusto di fronte al parco.  
Riguardo alle problematiche di raccolta e gestione delle acque pluviali, il progetto mette in atto alcune interessanti strategie. Sotto al parco, un’enorme cisterna provvede ai servizi igienici e all’irrigazione sia del GSB che dell’adiacente stadio. Inoltre, una vasca di raccolta convoglia le acque drenate dal tetto. In questo modo si evitano i rischi si allagamento e si contribuisce a ridurre considerevolmente gli sprechi di acqua potabile. 
L’attenzione posta all’illuminazione solare e alla gestione dell’acqua ha contribuito in modo significante all’ottenimento della certificazione Gold del LEED. Il maggior risultato dello studio SOM è, in ogni caso, quello di essere riusciti a progettare un edificio che trasmette alla comunità l’impegno e gli sforzi dei suoi utilizzatori, contribuendo in modo attivo alla ricerca interdisciplinare, come massima espressione del loro sapere. 

Crediti fotografici: Skidmore, Owings & Merrill