EMPAC - EXPERIMENTAL MEDIA AND PERFORMING ART CENTER

Empac – Centro per le arti sceniche e sperimentali – mette a disposizione un ambizioso programma internazionale che fornisce opportunità di scambio e interazione tra artisti e ricercatori nel campo delle scienze e delle tecnologie.
Città: TROY
Nazione: STATI UNITI D'AMERICA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: GRIMSHAW ARCHITECTS
Date: 2008
L’edificio accoglie ambienti diversi sviluppati per i più alti standard professionali che ospitano sia le esibizioni artistiche tradizionali, sia in nuovi media sperimentali. Una parte del comparto, inoltre, è riservato all’ospitalità degli artisti. Ci sono poi ambienti dedicati alla produzione degli audio video e alla post produzione, spazi per il pubblico e attrezzature di supporto per gli studenti.
Tutti gli spazi, atrio incluso, sono stati progettati per un alto livello di prestazioni e sono connessi ai locali della produzione e della post produzione che, in questo modo, sono in grado di ricevere e diffondere suoni e immagini da ogni parte dell’edificio. 
Empac domina la città di Troy e ha la funzione di servire il campus e il pubblico dello stato di New York e del Berkshires e la comunità internazionale delle arti.
Premessa del progetto è la convivenza in un unico edificio delle arti tradizionali dello spettacolo con il carattere necessariamente transitorio dei media sperimentali. Come punto di partenza Grimshaw ha considerato gli spazi per gli strumenti ad arco con i relativi effetti di risonanza nella convinzione che la tradizione e la sperimentazione siano connessi dalla fisica del suono che rimane invariata.
La sala concerti e la hall sono organizzati in direzione assiale con l’ingresso principale in una sequenza lineare sul lato settentrionale dell’edificio, mentre gli studi e il teatro sono collocati in sequenza lungo il lato meridionale. Una sorta di dialogo concettuale si instaura tra le due sequenze  funzionali, con una successione di pieni e vuoti.
L’inclinazione del sito collinare sul quale l’edificio è costruito consente al progetto di risolvere una delle sfide permanenti dei progetti di arte e spettacolo: nascondere, occultare il volume della hall e della macchina scenica. L’ingresso principale è collocato sulla cima della collina mentre il volume della sala concerti è addossato alla pendenza sottostante: tra le due parti si crea uno spazio di risulta. La hall accoglie uno scafo di legno di cedro curvato mentre l’involucro dell’edificio in vetro illumina l’atrio e crea una forte identità all’edificio.

Pubblicato su Modulo n. 359 marzo 2010

Crediti fotografici: Paul Rivera, Peter Aaron