DOMUS TECHNICA

La Domus Technica, nuovo Centro di Formazione Avanzata della ditta Immergas, rappresenta uno sforzo ricco di significato da parte dell’azienda, nel perseguire un continuo adeguarsi, rinnovarsi, dotarsi di nuovi spazi di ricerca e comunicazione ed intuire ed immaginare il proprio futuro.
Città: BRESCELLO
Nazione: ITALIA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Progettista Architettonico: IOTTI + PAVARANI ARCHITETTI
Date: 2010
Già azienda leader nella progettazione, produzione e vendita di caldaie, la Immergas ha esteso la propria ricerca e produzione alle tecnologie di nuova generazione (legate allo sfruttamento di risorse rinnovabili) quali il solare termico, il fotovoltaico e il geotermico.  
In linea con l’apertura e la propensione dell’azienda verso l’innovazione e la sperimentazione, la nuova struttura è volta ad ospitare sale didattiche e dimostrative in cui fare formazione e aggiornamento di tecnici e professionisti sia sulle tecnologie di impianto e installazione legate alle produzioni core business, sia su quelle alternative basate su fonti rinnovabili. 
L’edificio si configura così come “laboratorio aperto”, uno spazio di lavoro e accoglienza, in cui le scelte distributive, tecniche e impiantistiche contribuiscono a creare una macchina sofisticata e flessibile, capace di funzionare alternativamente con tecnologie diverse, di permettere letture e ricerche sulla efficienza dei vari sistemi e al contempo di ospitare eventi didattici e dimostrativi. Il progetto cerca a tal proposito la migliore interpretazione del luogo in termini di impianto, scala, linguaggio, scelte tecniche e materiali; si persegue infatti l’obiettivo di una architettura essenziale e sobria che sappia interagire con l’intorno, integrandosi con esso ma anche affermando un principio di novità. 
L’edificio si colloca in allineamento e continuità con il fronte di ingresso del corpo per uffici esistente, ma si connota quale corpo isolato e prismatico, volto ad interpretare e a rendere esplicito il programma funzionale di nuovo centro di ricerca e formazione dell’azienda. La posizione strategica affacciata sulla strada, fa infatti di tale nuova struttura un’interfaccia anche comunicativa tra azienda e territorio. La parte in elevazione dell’edificio, come appoggiata su uno “zoccolo” pesante che radica l’edificio al terreno, si connota così quale volume traslucido compatto, volto a ricordare il territorio a vocazione industriale del contesto e al contempo a “riscattarlo”, cercando di trasmettere un’immagine ricercata ed evocativa di “luogo tecnico”, spazio di lavoro e ricerca capace di ospitare un ricco e sperimentale calendario d’uso.  
Il volume viene così ordinato in piani sfalsati e articolato da aperture misurate in relazione all’organizzazione spaziale interna e alle visuali, mentre il rivestimento in lastre di U-glass reagisce in modo sempre diverso alle condizioni di luce e atmosferiche, acquisendo di volta in volta - a seconda delle ore del giorno e dello scorrere delle stagioni - un carattere diafano e inconsistente o viceversa solido e materico. La sera, poi, un sistema di illuminazione – completamente servito dalla produzione elettrica diurna con pannelli fotovoltaici – trasforma l’edificio in un corpo di luce, edificio che si manifesta così apertamente come struttura di produzione e controllo dell’energia. Tale rivestimento svolge poi un importante compito di termoregolazione, agendo come camera d’aria preriscaldata d’inverno e – tramite aperture controllate - come controfacciata ventilata d’estate. 
L’intero edificio è poi fortemente coibentato al fine della massima riduzione di consumo energetico e segue principi di ottimizzazione delle tecnologie impiantistiche al fine di produrre un intervento fortemente sostenibile dal punto di vista ambientale. L’edificio produce infatti interamente l’energia necessaria al proprio fabbisogno attraverso il funzionamento delle tecnologie esposte, contribuendo anche ad erogare l’energia in eccesso all’edificio per uffici esistente.  
L’aspetto della sostenibilità si configura così come un punto cardine del progetto, che informa direttamente ogni scelta e che si pone in continuità con l’attenzione e la sensibilità dell’azienda (già evidente nella continua evoluzione tecnica dei prodotti core business, quanto nell’apertura della ricerca e della produzione anche verso nuove tecnologie alternative quali il geotermico e il solare). La distribuzione planimetrica e altimetrica interna cerca di favorire la massima fruibilità ed efficienza degli spazi e dei percorsi, nonché un’alta flessibilità d’utilizzo delle sale, anche alla luce di possibili cambiamenti d’uso futuri. 
L’organizzazione interna degli spazi è distribuita su due livelli; quello prevalente, al piano terra, ospita un ampio atrio - con aperture vetrate verso l’esterno nelle quattro direzioni - le quattro sale dimostrative (alta potenza, nuove tecnologie, solare e geotermico) e una sottocentrale tecnologica: proprio tale ambiente destinato allo “stoccaggio dell’energia” si pone al centro dell’atrio quale cuore del funzionamento della macchina ”domus technica”, segnalato anche dal sistema di illuminazione dell’atrio (che a soffitto si apre a raggiera proprio dal nucleo centrale).  
Mentre l’atrio è trattato con toni freddi e “asciutti”, le sale sono invece caratterizzate con i colori identitari dell’azienda ed ognuna allestita ad ospitare una specifica tecnologia; ogni sala può accogliere circa 20 / 30 persone a sedere, disposte verso la parete che alloggia il monitor per le comunicazioni e gli impianti in vista per le prove pratiche dirette. Al primo piano si colloca un’ulteriore sala, quale ambiente ristoro e per incontri più informali, aperta sulla terrazza. Tale terrazza si configura infine come “paesaggio artificiale”, in cui si alternano parti pavimentate e parti a tetto verde con giaciture inclinate, nelle quali sono integrati i pannelli solari e fotovoltaici. Sempre sulla terrazza un ambito dedicato agli impianti, quali UTA e centrale frigorifera, rimane protetto all’interno di un corpo traslucido in u-glass, che emerge sul retro dell’edificio e dialoga col volume principale. 

Crediti fotografici: Roland Halbe, Iotti + Pavarani Architetti