COMPLESSO MULTIFUNZIONALE EX-SOCINI, SIENA

Città: SIENA
Nazione: ITALIA
Tipologia: MIXED USE
Progettista Architettonico: NEPI TERROSI ARCHITETTI ASSOCIATI
Date: 2011
Di Nepi Terrosi Architetti Associati, l'intervento occupa un sito dalla morfologia particolarmente difficile situato sul versante Est della città di Siena.
Proprio i vincoli urbani e geologici hanno condizionato e indirizzato le scelte progettuali, consigliando di abbandonare la strada dell’edificio tradizionale per dirigersi verso un organismo che configurasse in modo fisico e quasi plastico l’integrazione di attività e funzioni diverse, di spazi a prevalente uso pubblico con gradazioni di uso sempre più privato, di edifici legati da relazioni strette ed evidenti, ma diversificati dal linguaggio delle loro architetture.
L’edificato poggia su un blocco di quattro piastre di garage, la cui copertura costituisce una sorta di "linea di galleggiamento" del complesso architettonico, al di sopra della quale si elevano due complessi edificati ben distinti, ambedue articolati in modo da lasciare ampi spazi aperti al proprio interno. Lungo una delle vie che circondano l’insediamento si innalza un edificio di residenze, negozi e uffici collegato, attraverso due ponti pedonali, direttamente alla strada e strettamente legato al sistema di percorsi e piazze interne, ai garage sottostanti e ai parcheggi pubblici. Le unità residenziali sono complessivamente 34. Il blocco degli uffici è destinato ad attività direzionali, si articola su due piani ed è coronato da una copertura vegetale con duplice funzione: la prima di ordine paesistico-ambientale, data l'incidenza sul profilo del paesaggio, l'altra con funzione di isolamento naturale.
Si tratta di un progetto basato soprattutto sulle relazioni, ed in particolare sulla complessità e molteplicità delle relazioni: con il paesaggio, con l’area di progetto e tra le parti dell’edificato.
Proprio il rapporto tra i tessuti edilizi diversi e gli spazi aperti a varia destinazione, finisce per creare una trama di spazi e volumi che acquistano la valenza del tessuto urbano.
In questo senso il progetto può essere letto anche attraverso la stratigrafia dei piani, partendo dalla quota di riferimento della via S. Martini e scendendo fino al fondo della sottostante vallecola.
Il nuovo insediamento è progettato per facilitare in ogni direzione la percorribilità e l’attraversamento.

“Il nuovo complesso architettonico si presenta come un nuovo approdo alla città murata, una sorta di cerniera, di snodo del complessivo meccanismo urbano, una specie di organismo alimentato dai tanti percorsi che lo attraversano in tutte le direzioni e mantengono vitali le relazioni tra il territorio e la città. Qui tutto è basato sulla compresenza di attività e funzioni differenti e sulla molteplicità morfologica dell’architettura. Come in un frammento di città, attività e funzioni diverse coesistono e comunicano reciprocamente attraverso lo scambio di relazioni e la condivisione di spazi comuni. Le architetture parlano linguaggi diversi ma costruiscono un unico multiforme paesaggio urbano legato alla contemporaneità. La dimensione paesaggistica, intesa sia come rapporto con il contesto paesistico ambientale esistente che come capacità di costruire nuovo paesaggio, è stata, insieme alla ricerca del minimo consumo di energia, la preoccupazione principale e la responsabilità prioritaria che ha guidato l’intero processo progettuale”.
[Carlo Nepi]