CITTÀ DEL SOLE

Studio Labics riqualifica a Roma un’area urbana in disuso, che prevede la trasformazione di un’ex rimessa ATAC in un complesso mixed use di uffici, spazi commerciali e unità residenziali.
Città: ROMA
Nazione: ITALIA
Tipologia: MIXED USE
Progettista Architettonico: LABICS
Investitori: INVESTIRE IMMOBILIARE
Date: 2016
L'intervento nasce un concorso ad inviti bandito nel 2007 e vinto da Labics. La riqualificazione rientra all’interno del programma di valorizzazione delle rimesse ATAC (Azienda comunale per il trasporto pubblico) intrapresa dal Comune di Roma per i depositi in città caduti in disuso; il programma prevedeva la trasformazione in uffici, spazi commerciali e residenze.
Il progetto consiste dunque nella ristrutturazione di un’area debole sotto il profilo dell’identità urbana, ma con grande estremamente, sia per la posizione all’interno della città consolidata e la vicinanza alla stazione ferroviaria Tiburtina, sia per le dimensioni dell’area. Rispetto a questo scenario il progetto si è posto dunque un doppio obiettivo, da una parte quello di creare una nuova centralità urbana, seppure di livello locale, dall’altra quello di confermare l’identità del sito quale luogo di transizione e di accesso privilegiato alla città.
Il complesso di edifici si articola su diversi livelli con le attività commerciali e la biblioteca al piano terra, gli uffici al primo piano e uno spazio percorribile e pubblico al di sopra di essi. Tre edifici sono sospesi sul basamento: un edificio ponte a due livelli (uffici) e gli altri due destinati a residenze, diversi per tipologia e trattamento esterno. Il primo è una  torre per appartamenti medi e piccoli, rivestito in brise-soleil vetrati orizzontali; il secondo, per appartamenti duplex è rivestito in pannelli di alluminio.
Il progetto è dunque strutturato sul disegno di un tessuto poroso e attraversabile, costruito sulla base dei flussi che lo attraversano. La scelta di progettare un tessuto che scaturisce dalle direzione e dai flussi della città parte dalla volontà e dalla convinzione che la città vada costruita non per oggetti ma per sistemi. Per questo motivo lo spazio aperto non è mai residuale: al contrario, il sistema degli spazi pubblici e il sistema del costruito si integrano completamente nell’intervento, mentre il basamento diventa ha il doppio ruolo di sostegno e percorso.
Come nel tessuto delle città storiche, quindi, lo spazio urbano acquista complessità e ricchezza.

Crediti fotografici: Marco Cappelletti