CENTRO UFFICI

Città: BOLOGNA
Nazione: ITALIA
Progettista Architettonico: GBA STUDIO
"Una volumetria non utilizzata diventa l’occasione per ripensare due grandi fabbricati industriali gemelli, baricentrici rispetto a un’asse longitudinale. I due fabbricati sono realizzati negli anni ’80 con la tecnica della prefabbricazione pesante e in testa presentano due corti scavate nel blocco rettangolare della dimensione di circa 17 x 16 metri. Su queste corti si sviluppa il nuovo progetto uffici. La corte di progetto non appoggia sul terreno ma sulla copertura di un piano interrato preesistente, strutturato a travi e pilastri, che ospita le cantine e la centrale termica.
Il progetto è connotato, pertanto, anche dall’esigenza di fondare la struttura portante, necessariamente puntiforme, direttamente sulla testa dei pilastri interrati; si è scelto perciò di sfruttare le condizioni strutturali per sviluppare un telaio metallico che avesse anche una forte connotazione formale, svincolato dalle partizioni di chiusura.
L’architettura è volutamente leggera, aerea e complessa, in opposizione alla stereometricità preordinata dei grandi blocchi modulari in calcestruzzo prefabbricato finiti con graniglia; è quindi dialogo tra una trama fine, aerea e fittamente serializzata (e quindi leggera) contrapposta alla rigida logica della prefabbricazione pesante. La nuova corte è quindi studiata strutturalmente in maniera puntiforme, con i nuovi pilastri realizzati in continuità con quelli interrati. È la preesistenza a dettare la maglia strutturale del nuovo intervento che, comunque, viene studiato volutamente in antitesi per scelte formali e in merito ai materiali costruttivi.

Involucro “a secco”
Per le chiusure perimetrali è stato utilizzato un sistema costruttivo a secco, Struttura/ Rivestimento (S/R), caratterizzato dall’applicazione di pannelli in lamiera fissati mediante connessioni meccaniche a secco alla struttura di supporto. Le risposte acustiche e termiche dell’edificio sono affidate alle pareti vetrate e ai serramenti, a doppia camera, e al sistema S/R.
A differenza di una parete monolitica in tradizionale, che deve assolvere nel complesso a tutta una serie di prestazioni, il pacchetto di facciata in S/R è composto da più elementi indipendenti che rispondono ognuno a una problematica differente. L’indipendenza delle varie parti è garantita dal tipo di collegamento tra di esse, con viti semplici che svincolano la struttura principale dalle strutture secondarie che servono di supporto ai vari strati. In questo modo si evitano interazioni statiche, ponti termici e acustici tra i vari strati. A differenza della costruzione tradizionale “a umido”, in S/R il cantiere diventa un momento di assemblaggio dei vari elementi costruttivi, una sorta di “grande meccano” dove tutto è già stato predefinito. Nelle intercapedini che si creano nel pacchetto S/R corre la rete impiantistica facilmente ispezionabile e sostituibile.
In generale le strutture a secco (s + r = struttura + rivestimento – meglio sarebbe parlare di struttura + pacchetti intermedi d’isolamento + rivestimento) si caratterizzano per l’efficienza strutturale ed impiantistica, la modularità degli elementi, anche di rivestimento, la flessibilità, la pulizia del cantiere, la necessità di manodopera specializzata, ecc…, elementi tutti che concorrono ad un lieve aumento dei costi a fronte, però, di assoluta precisione e maggiore rapidità costruttiva, fattore vincente quando, come nel caso, per esempio, trattasi d’intervento da realizzare in tempi brevi e certi perché in “regime Tremonti”.

Brise-soleil in legno e ferro zincato
Le scelte progettuali sono state fortemente connotate formalmente dall’utilizzo del legno in facciata. I brise-soleil in legno mineralizzato permettono un gioco chiaroscurale e di profondità con un’alternanza di colori tra i toni caldi dei listelli e quelli freddi del ferro zincato, delle lamiere, del vetro. Qui il legno è utilizzato a lamelle, nella “tipica” orditura continua del frangisole, la sua grande forza gli deriva dal connubio/contrasto con gli elementi metallici, metallo e legno l’uno fondale per l’espressione dell’altro e viceversa. Le geometrie rigide dei portali e dei cubi spaziali vengono decostruite/ smaterializzate proprio ricorrendo all’uso finalizzato dei materiali. La concettualizzazione del brise-soleil va ben oltre l’uso funzionale per farne icona della leggerezza possibile, in contrasto con il pesante dell’intorno. I frangisole, oltre ad assolvere a una funzione di schermatura, impediscono anche la vista degli interni, permettendo di evitare l’uso di tendaggi. Le partizioni e le pareti di chiusura sono omogenee e continue agli infissi in vetro, uniformate dalla fitta trama di brise-soleil; la struttura metallica ha una propria autonomia e si articola nello spazio indipendente dai setti di chiusura, delineando una griglia spaziale nuda che si compenetra senza soluzione di continuità nei tamponamenti. Il blocco ascensore integra il complesso volumetrico; tutto in metallo, assolve a una triplice funzione: statica, come “costola” del reticolo portante; estetica, come elemento verticale contrapposto all’orizzontalità della struttura; formale, di raccordo tra il vecchio edificio e il nuovo. Nel complesso l’architettura aggiunta è volutamente leggera e aerea in contrapposizione con i grandi blocchi modulari in graniglia che formano i due edifici prefabbricati che fanno da sfondo."