CENTRO BOTÍN

Il Centro Botín, uno spazio per l'arte, la cultura e la formazione, proteso nella baia di Santander, restituisce alla città la vasta area portuale del molo di Albareda, adibita sinora a parcheggio.
Città: SANTANDER
Nazione: SPAGNA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP
Date: 2017
Un’area strategica, affacciata sul mare, in prossimità del centro storico, e valorizzata dai centenari Jardines de Pereda. Il Centro è stato fortemente voluto da Emilio Botín (1934-2014), presidente del Banco Santander e finanziato dalla Fondazione Botín, una delle più importanti fondazioni private spagnole, istituita nel 1964 con lo scopo di incentivare lo sviluppo sociale, economico e culturale della Cantabria. 
Il progetto riannoda il legame tra la parte storica della città e il mare. Interrando la strada a scorrimento veloce, che separava il parco dal mare, con la costruzione di un tunnel, si è potuta raddoppiare la superficie dei Jardines de Pereda, estendendoli sino alla riva e ripristinando per i cittadini di Santander un accesso pedonale al mare. 
Stretto fra il parco e il mare, e in asse con il mercato pubblico, il nuovo Centro Botín è per metà agganciato a terra e per l’altra metà sospeso sull’acqua, sorretto da pilotis. In tal modo non s’ impedisce la vista del mare e dello splendido paesaggio della baia a chi passeggia nel parco, visto che il Centro Botin è sapientemente mascherato dalle chiome degli alberi. 
Una serie di leggere passerelle di acciaio e vetro separano i due volumi arrotondati dell'edificio e creano una nuova piazza in quota, completamente pubblica, dalla quale per mezzo di scalinate e ascensori si accede ai due corpi del centro culturale. Da qui si estende per venti metri oltre il molo il "trampolino" sul mare. 
La forma a due lobi del Centro Botín si deve a un laborioso affinamento progressivo tramite l’impiego di modelli. Ne deriva una forma arrotondata che garantisce una migliore illuminazione del piano terra e accompagna la vista e il cammino dei visitatori e dei cittadini dal parco al mare.  
I due corpi che costituiscono l’edificio sono interamente rivestiti da 280.000 piccole formelle di ceramica leggermente bombate, color madreperla, vibranti, che riflettono la luce del sole, il brillio dell’acqua, e l’atmosfera rarefatta della Cantabria. Il volume ad est ospita un auditorium a doppia altezza a sbalzo sul mare, e, a nord, il centro educativo: spazi concepiti con la massima flessibilità per adattarsi ad attività molteplici. 
L'auditorium è stato pensato come una scatola multifunzionale che possa ospitare concerti, letture, conferenze, ma anche feste e cerimonie, mentre le sale del centro educativo sono pensate per offrire spazi di dimensioni variabile che possano ospitare laboratori creativi d’arte, musica, danza e cucina sia per bambini che per adulti. 
Nel volume ad ovest si dispiegano, su due livelli, le gallerie espositive, caratterizzate da uno scenografico doppio affaccio sul mare e sul parco. Lo spazio espositivo del piano superiore è illuminato zenitalmente grazie ad una copertura vetrata composta da quattro livelli: uno esterno composto da lame di vetro serigrafato che evita che la luce entri direttamente nello spazio della galleria, un secondo strato di vetro camera che assicura l’impermeabilizzazione, un terzo strato composto da piccole lame di alluminio automatiche e controllate da un sistema di sensori che garantiscono il black-out e la flessibilità dell’illuminazione, e, per ultima, sotto le travi principali, una tela bianca semi trasparente che uniforma lo spazio e diffonde la luce lasciando intravedere la complessa struttura del tetto. 
Un anfiteatro scavato nel parco fiancheggia il Centro Botín, la cui facciata ovest è attrezzata con uno schermo led per proiezioni e cinema all’aperto. Al piano terra una facciata totalmente trasparente racchiude uno spazio multifunzionale animato da una caffetteria, un ristorante, uno spazio commerciale e il centro informazioni. Qui il controsoffitto è rivestito di ceramica e il pavimento è una continuazione della pavimentazione esterna in cemento blu. In questo modo lo spazio interno ed esterno risultano quasi indistinguibili ed i visitatori e i cittadini possono vedere il mare e il paesaggio della baia incorniciato dalle ampie falde dell’edificio che riparano i tavolini all’aperto, creando uno spazio di incontro e di socializzazione. Edificio, parco e città sono stretti in un intimo legame. 

Crediti fotografici: Enrico Cano, Stéphane Aboudaram 

Pubblicato su Modulo 408/2017
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