CATHEDRAL OF CHRIST THE LIGHT

La Cathedral of Christ the Light di Oakland, progettata dallo studio Skidmore, Owings e Merril, costituisce il nuovo cuore della Diocesi di Oakland e sostituisce la Cathedral of Saint Francis de Sales che, a causa di un terremoto che ha interessato l’intera area della baia di San Francisco, non è più stata utilizzata dal 1989.
Città: OAKLAND
Nazione: STATI UNITI D'AMERICA
Tipologia: EDIFICI RELIGIOSI
Progettista Architettonico: SKIDMORE, OWINGS & MERRILL
Date: 2008
La Cattedrale, caratterizzata da una pianta ovale e con una capacità di 1350 posti a sedere, rappresenta il cuore di un complesso di oltre 68.000 metri quadrati che ospita un centro per conferenze, una serie di uffici amministrativi e pastorali, le residenze per i religiosi, una biblioteca, un bar e un centro di accoglienza per la comunità locale. L’ingresso all’edificio è garantito da una piazza pubblica, accessibile da tutte le direzioni, che connette il luogo sacro al resto della città. La presenza di altre funzioni rafforza la mission della Cattedrale come centro comunitario, capace di offrire una serie di attività educative, culturali e sociali alla collettività. 
Il problema principale per la costruzione della chiesa era quello di realizzare un edificio nella Bay Area in grado di resistere ad eventi sismici di grossa entità. La Cattedrale, infatti, sorge a 25.4 chilometri dalla faglia di San Andrea e a 4.6 chilometri dalla faglia Hayward, una delle più pericolose e attive al mondo. Per riuscire a coniugare le esigenze costruttive di un edificio che sorge in zona sismica con la longevità e con le richieste di trasparenza è stato creato un edificio "isolato" dal terreno, capace di muoversi all’interno di un perimetro di oscillazione nel caso in cui si manifestasse un evento sismico. 
Fattori economici, architettonici e di durabilità hanno indotto alla scelta di un sistema staticamente isolato dal terreno utilizzando 36 "pendoli di frizione" in grado di ridurre significativamente i carichi trasmessi all’edificio in caso di terremoto. Questo sistema consente una struttura molto più esile rispetto a quella necessaria per un edificio staticamente connesso al terreno. L’isolamento di base permette il movimento della costruzione indipendente rispetto al terreno durante un terremoto. Per questa ragione, la zona in cui può verificarsi l’oscillazione della base è costruita in forma di fossato largo un metro e coperto con lastre di vetro. 
Anche la facciata ha una struttura antisismica: i costoloni in legno e la facciata continua possono ruotare e muoversi in relazione al basamento in calcestruzzo su cui appoggiano attraverso una serie di binari. Elemento centrale del progetto è la riduzione dell’impronta ecologica dell’edificio sull’ambiente naturale ottenuta con la scelta oculata dei materiali, sistemi passivi, impianti efficienti e un accurato progetto della luce. Per questa ragione sono stati utilizzati materiali particolarmente innovativi e interamente riciclabili, dotati di un ciclo di vita a basso impatto ambientale ed energetico.  
Le strutture sono realizzate con ceneri volatili ottenute da rifiuti industriali (industrial waste fly ash), un prodotto derivato dal carbone che nel suo ciclo di vita utilizza una quantità di energia inferiore a quella necessaria per produrre il cemento. Il legno di douglas utilizzato per i louvers è una specie locale, quindi con basso impatto di trasporto, ed è certificato FSC (Forest Stewardship Council), l’organizzazione semi-governativa americana che controlla che la provenienza e il ciclo di produzione siano compatibili con la rigenerazione di nuovi alberi. 
Il risparmio di energia è basato su impianti intelligenti combinati all’uso della massa termica del cemento alla base: una versione avanzata dell’antica tecnica romana di inerzia termica come risposta ad un tema di climatizzazione per uno spazio molto alto e dove solo i primi 5 metri in altezza rappresentano la zona di comfort. La soluzione con elementi radianti a pavimento inseriti nel conglomerato cementizio è parsa sin dalle fasi preliminari come la più ovvia per il riscaldamento invernale. Il raffrescamento è invece ottenuto tramite aria condizionata proveniente da griglie disposte al di sotto dei banchi ed è espulsa dall’edificio per effetto camino attraverso serrande motorizzate collocate alla sommità dell’edificio, sfruttando la ventilazione naturale. Il riscaldamento dell’aria ne determina l’ascesa e la fuoriuscita, senza l’ausilio di un impianto meccanico di estrazione. 

Crediti fotografici: Skidmore, Owings & Merrill
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