CANTINE DI VINIFICAZIONE MEZZACORONA

Nelle sue linee principali il complesso è costituito da uno spumantificio, una cantina, uno spazio per l’attività dei soci con una sala auditorium da 1200 posti.
Città: MEZZACORONA
Nazione: ITALIA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Progettista Architettonico: CECCHETTO & ASSOCIATI
Date: 1995
L’ingresso dell’edificio, situato tra il blocco degli uffici e lo spumantificio, è costituito da un cono inclinato trasparente che riprende la forma di una bottiglia e segnala l’accesso agli uffici e agli spazi pedonali interni. La capacità del nuovo stabilimento è di 4,5 milioni di bottiglie e ha la particolarità che più della metà della volumetria, 210.000 metri cubi, rimane interrata.  
All’inizio del 1995 il Gruppo Mezzacorona, l’azienda agricola più grande del Trentino, con 2000 ettari di vigneto, bandisce un concorso per la progettazione dei nuovi stabilimenti nella piana Rotaliana, dove la coltivazione vinicola è la principale risorsa del luogo. L’area prescelta, 11 ettari, era occupata da un’industria in disuso. 
Il bando esprime chiaramente l’esigenza di porre in primo piano il rispetto del contesto ambientale, dato che il progetto diventa un’occasione per ricostruire il legame tra paesaggio, territorio agricolo e insediamenti produttivi. 
Questa esigenza, che l’architetto Alberto Cecchetto ha fatto propria, ha dato vita a un progetto perfettamente integrato con l’ambiente, in cui ogni elemento è volto a integrarsi con il paesaggio circostante e a stabilire un continuum con manufatti e caratteristiche fisiche già date. Così la nuova copertura a forma di pergola, circondata da una collina artificiale su cui trova naturale collocazione un vigneto, appesa a pilastri, appare continuare la fitta trama di tiranti che costituiscono i filari delle vigne. Allo stesso modo le strutture leggere in ferro zincato e legno poggianti sul basamento sono in sintonia con la tradizione costruttiva trentina.
Lo spumantificio e la cantina si sviluppano su due piani, lungo quella che viene chiamata “spina tecnologica”, ossia una struttura alta 16 metri che contiene tutti gli impianti di climatizzazione e aerazione. I vari livelli della produzione sono messi in comunicazione da un sistema di montacarichi, scale e passerelle in ferro. 
Il piano interrato è stato destinato allo stoccaggio, quello a quota +3,10 alla lavorazione, e a quota +6,5 è stato realizzato un percorso aereo destinato ai visitatori per osservare l’intero ciclo di lavorazione. Spumantificio e cantina sono separate dal blocco tecnologico con le centrali e gli impianti. 
L’autonomia delle singole parti è ribadita dalla diversità dei materiali impiegati, che rispondono a sollecitazioni ed esigenze specifiche: gli uffici amministrativi e tecnici sono costituiti da una struttura leggera in alluminio e graticci sospesa su solidi in pietra che ospitano sale riunioni e sale di rappresentanza; la parte a valle dell’edificio è realizzata con ampie vetrate, che consentono la visuale sul paesaggio in una interazione tra il dentro e il fuori. 
Un elemento che caratterizza il progetto è la simbiosi in cui vivono i materiali più innovativi con i materiali da costruzione tradizionali: il legno lamellare e l’alluminio accompagnati alle travi metalliche, il tutto poggiante su calcestruzzo armato ad armatura lenta e precompresso. 
Le ampie superfici di impalcato, a divisione del piano interrato dal piano sopra terra, con sovraccarichi elevati e luci notevoli, sono state rese possibili con l’utilizzo di travi PAV: travi a T rovescio che normalmente vengono utilizzate per viadotti e ponti, gallerie artificiali e in particolare ovunque sia richiesto l’intradosso piano ed elevate portate. I vantaggi tecnici del sistema sono riassumibili in: autoportanza per tutte le luci e sovraccarichi durante la posa e i getti; impermeabilità ed elevate resistenze meccaniche del calcestruzzo; durabilità e resistenza alla carbonatazione grazie alla tecnologia di produzione con vibrofinitrice a basso rapporto acqua/cemento; flessibilità nella produzione di travi speciali sia per il taglio obliquo delle testate, sia per la forma a pianta trapezoidale che permette la realizzazione di impalcati curvilinei. Quest’ultima particolarità ha permesso la realizzazione della zona spumantificio con una particolare forma “ad arco”, generata da una orditura radiale delle travi principali, utilizzando travi che abitualmente vengono impiegate nelle curve stradali. 
La caratteristica di flessibilità delle lastre alveolari RAP, invece, è stata impiegata per la realizzazione della zona definita del “ventaglio”, concepita per sostenere un consistente strato di terreno da coltivarsi a vigneto. La superficie inferiore, infatti, in calcestruzzo a vista, segue alla perfezione il profilo a gradoni della trave metallica, a cassone portante. Per legare saldamente gli elementi alveolari alla trave metallica dotata di connettori, attraverso il getto di calcestruzzo integrativo in opera, sono state predisposte apposite scanalature sulla superficie superiore dove inserire le armature integrative di collegamento da posizionare in cantiere. 

Crediti fotografici: Cecchetto & Associati