CANTINA VINICOLA "MASO POLI"

Città: LAVIS
Nazione: ITALIA
Tipologia: INDUSTRIA
Progettista Architettonico: PALLAORO BALZAN & ASSOCIATI
Date: 2006
Il progetto di una nuova cantina per l’azienda “Maso Poli” si delinea come opera completa ed organica, volta alla creazione di una realtà ben definita nello spirito del “maso”, mantenendo una costante integrazione con il territorio ad alta vocazione vitivinicola. L’intervento realizzato da Pallaoro Balzan & Associati ha previsto tre corpi di fabbrica separati, funzionalmente distinti, ma collegati ed interagenti. Il volume principale, dimensionalmente predominante, è pressoché totalmente interrato: lascia fuoriuscire solo un sottile nastro finestrato ed una cornicie\parapetto obliqua che si estende segnandone tutta la lunghezza. Al suo interno sono insediate le funzioni più tradizionali delle cantine vitivinicole (conferimento uva, lavorazione in tank , invecchiamento in botti di rovere, magazzino), il deposito attrezzi agricoli (con accesso separato, attraverso tunnel, dalla strada agricola a nord), ma anche, ad un piano mezzanino, un ampio spazio per l’accoglienza, l’illustrazione e la promozione aziendale. Gli altri due volumi emergono integralmente dalla cantina assumendo ognuno un carattere proprio: il primo edificio, tutto rivestito in rame, vuole contrapporsi, riprendendo le morfologie salienti del recente avancorpo del vecchio maso (planimetria irregolare e muri rastremati) realizzando con lo stesso un nuovo recinto e un nuovo ingresso. L’edificio vuole infatti  essere emblematico e rappresentativo della trasformazione aziendale mediante un aspetto tutto contemporaneo, per l’accoglienza dei visitatori della cantina e del vecchio maso Poli; il secondo blocco, posto all’estremità nord dell’intervento, ha la forma semplice di un parallelepipedo arcuato e realizza, per il maso, il limite di un inedito cortile. La forma semplice, bassa e anche il rivestimento ligneo intendono conferire al fabbricato, destinato a funzioni di supporto della attività produttiva (ingresso e spogliatoio addetti, servizi igienici, uffici e deposito), quel tono”minore”che consenta il risalto dei caratteri forti, ancora evidenti, delle masse murarie del maso prospiciente. Ma forse, l’elemento architettonico più eloquente del progetto è costituito dal pergolato: la sua presenza assume infatti, aldilà della sua necessità funzionale, sia valore semantico, sia valore ambientale per i rapporti formali ricercati con la coltivazione dei sottostanti vigneti e ancora funzione architettonica, di raccordo fra i due nuovi volumi fuori terra e di esaltazione delle linee di forza del progetto tutte a raggiera verso il “polo” di riferimento ovviamente costituito dal vecchio edificio rurale.