CANTINA ANTINORI

L’area di intervento della nuova azienda vinicola Antinori si inserisce nello straordinario contesto collinare-vinicolo del Chianti a metà strada tra Firenze e Siena.
Città: BARGINO
Nazione: ITALIA
Tipologia: INDUSTRIA
Progettista Architettonico: ARCHEA ASSOCIATI
Date: 2013
Il programma funzionale, nel rispetto del sito e nel volere della committenza, è totalmente integrato all’interno di un percorso progettuale incentrato sulla sperimentazione geo-morfologica di un manufatto industriale concepito come l’espressione più autentica di una voluta simbiosi e fusione tra cultura antropica, l’opera dell’uomo, il suo ambiente di lavoro e l’ambiente naturale. 
La costruzione fisica della cantina è incentrata sul legame profondo e radicato con il suolo, una relazione tanto esasperata da condurre l’immagine architettonica a nascondersi e confondersi in essa. 
Conseguentemente il progetto volutamente mescola il costruito al paesaggio agreste dove la struttura è dissimulata attraverso la realizzazione di una copertura che definisce l’invenzione di un nuovo piano di campagna coltivato a vigneto e disegnato, lungo le curve di livello, da due tagli orizzontali che permettono l’ingresso della luce e l’inquadratura del paesaggio attraverso la costruzione immaginifica di un diorama che lo rappresenta. 
La facciata, per usare una categoria propria degli edifici, è quindi distesa orizzontalmente sul pendio naturale scandito dai filari delle viti che ne costituiscono, con la terra, il sistema di “rivestimento”. Le aperture-fenditure svelano, senza evidenziarlo, l’interno ipogeo: lungo quella più bassa sono distribuiti gli spazi uffici, strutturati come un belvedere posto al di sopra della barriccaia e delle zone di vinificazione, mentre su quella superiore si aprono le zone di imbottigliamento e immagazzinamento. 
Il cuore protetto della cantina, dove il vino matura nelle barriques, coglie, nella sequenza ritmata delle volte in terracotta, la dimensione sacrale di uno spazio che risulta nascosto, non per atteggiamento mimetico ma come consona opportunità per le ottimali condizioni termo-igrometriche del processo di lenta realizzazione del prodotto. 
La lettura della sezione architettonica dell’edificio evidenzia come l’articolazione altimetrica segua sia il percorso produttivo discendente (per gravità) delle uve – dall’arrivo, ai silos di fermentazione fino alla barriccaia interrata – inverso a quello conoscitivo del visitatore, di risalita dai parcheggi verso la cantina e i vigneti, attraverso zone produttive ed espositive che vanno dal frantoio, la vinsanteria, al ristorante, il panificio, fino al piano che ospita l’auditorium, il museo, la biblioteca, le sale di degustazione e la possibilità di vendita diretta. 
Gli uffici e le parti amministrative e direzionali, ubicate al piano superiore, sono scandite da una successione di corti interne che prendono luce attraverso fori circolari disposti variamente sul vigneto-copertura. Tale sistema è utilizzato per portare luce anche alla foresteria, la casa del custode, l’asilo dei dipendenti. 
I materiali e le tecnologie evocano con semplicità la tradizione locale esprimendo con continuità il tema della naturalità ricercata tanto nell’uso della terracotta, quanto dall’opportunità di utilizzare l’energia naturalmente prodotta dalla terra per raffrescare e coibentare la cantina realizzando le condizioni climatiche necessarie per la produzione del vino. 

Crediti fotografici: Archea Associati