AVIVA STADIUM

Nel 2005 viene affidato allo studio Populous il progetto per la costruzione del nuovo stadio di Dublino, nell’area occupata dallo storico impianto di Lansdowne Road, una delle arene sportive più antiche e prestigiose del mondo che fin dal 1872, anno della sua inaugurazione, ha ospitato le nazionali irlandesi di calcio e di rugby.
Città: DUBLINO
Nazione: IRLANDA
Tipologia: SPORT
Progettista Architettonico: SCOTT TALLON WALKER ARCHITECTS | POPULOUS
Date: 2010
L’obiettivo del team di progetto era quello di costruire un’infrastruttura sportiva di primissimo livello che rendesse giustizia alle rappresentative nazionali e che fosse capace di agire come un motore finanziario per generare risorse da destinare allo sviluppo dello sport in Irlanda.
Poco più di cinque anni dopo, il nuovo Aviva Stadium, con la sua capienza di oltre 50.000 posti a sedere apre al pubblico. Le limitate dimensioni dell’area di progetto, racchiusa sui due lati da un’ansa del fiume Doddler e tagliata da una linea ferroviaria, sono state determinanti per l’elaborazione della forma organica dell’involucro che avvolge la struttura e per le scelte riguardanti i materiali utilizzati.
La disposizione delle tribune e la conformazione della copertura nascono come risposta ai vincoli imposti dal contesto e sono state studiate per ottimizzare le linee visuali degli spettatori e la loro vicinanza al campo da gioco.
In prossimità della zona centrale del campo sono disposti i livelli più alti delle gradinate, garantendo quindi, un migliore posizionamento a un numero maggiore di spettatori. Sul lato nord, al contrario, la copertura si abbassa gradualmente e le tribune sono ridotte ad un solo livello, permettendo alla luce solare di raggiungere gli edifici residenziale che sarebbero altrimenti ricaduti nel cono d’ombra dell’edificio. Questa disposizione permette inoltre di aprire il catino dello stadio alla città, rendendo visibile il campo da gioco attraverso il rivestimento trasparente della copertura.
La forma organica dell’involucro, integrando pareti e copertura in un’unica superficie curvilinea ed eliminando la linea di giunzione tra i due elementi, minimizza l’impatto visivo e l’altezza apparente dell’edificio.

Crediti fotografici: Populous 
Pubblicato su Modulo n. 384 luglio 2013
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