ACROPOLIS MUSEUM

Città: ATENE
Nazione: GRECIA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: BERNARD TSCHUMI ARCHITECTS
Date: 2009
L'edificio svolge un importante ruolo segnico nel tessuto urbano, in quanto costituisce un nuovo ingresso simbolico alla città, dotato di dimensioni e di una struttura morfotipologica particolarmente espressiva: situato proprio sotto il Partenone, è composto da tre elementi sovrapposti in vetro, che illuminano con luce naturale ogni area espositiva. Il museo incarna le più avanzate teorie in fatto espositivo: frammistione materica, connettività, virtualità e flessibilità spaziale sono i paradigmi su cui si fonda il progetto. La struttura costituisce uno spazio ibrido che accoglie funzioni diverse per vocazione formale, contenuti estetici e tecniche costruttive. L’architettura vuole essere minimalista e contemporanea, una scenografia per valorizzare le sculture senza sovrastarle, questo l’obiettivo principale del progettista. La struttura portante è realizzata in cemento bianco mentre l'involucro è in vetro. In questo modo si crea una strana contrapposizione tra l'immaterialità e la leggerezza del vetro e la materialità e la pesantezza del calcestruzzo. Il colore bianco è pensato per valorizzare l'allestimento espositivo, in quanto assorbe la luce riflessa dalle sculture, rendendole ben visibili nella loro tridimensionalità. L'involucro in vetro traslucido consente la piena diffusione della luce naturale nell'ambiente interno. Particolare attenzione è rivolta alla qualità ambientale e alla resistenza sismica dell'edificio. Da un lato, la tutela del valore culturale ed economico della collezione esige il contenimento e il controllo delle condizioni ambientali mentre, dall'altro, il servizio culturale e la frequentazione turistica sono legati a oggettivi bisogni fruitivi e richiedono appropriati livelli di benessere fisico e percettivo per gli occupanti. Il locale è esplicitamente pensato per enfatizzare le componenti energetiche e ambientali dell'edificio: il rivestimento vetrato e riflettente consente la massima penetrazione della luce naturale negli spazi interni, mentre il tetto a sbalzo protegge le opere esposte a sud dai raggi solari diretti. La copertura, infatti, costituisce una sorta di sistema di schermatura della luce naturale: per contenere gli effetti del caldo ateniese nelle vetrate sono stati inseriti diversi piccoli punti scuri. L'ambiente è diviso in zone microclimatiche differenziate: queste aree sono state determinate mediante l'analisi dei flussi potenziali dei visitatori. Nel percorso interno alle aree espositive i visitatori possono effettuare, attraverso un sistema di scale e rampe, un viaggio fatto di luce, architettura, arte e natura. Circolazione ed esposizione si fondono gradualmente nel passaggio da un livello all'altro, dall'interno all'esterno. Le gallerie sono disposte secondo una sequenza che rispetta la progressione delle collezioni. L'ordinamento della collezione è stato fatto secondo i dettami della conservazione preventiva.
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