Pubblicato il 19 marzo 2013

Un'intervista a Fabio Nonis sull'architettura della grande distribuzione

Modulo: Quale deve essere il rapporto del supermercato con il contesto urbano e con il territorio? Ci devono essere dei richiami anche nell’architettura e negli eventuali dettagli decorativi?
Fabio Nonis: Il supermercato per operare al meglio nel luogo dove si insedia ha bisogno di due cose di importanza strategica: facilità di accesso dei clienti e delle merci, quindi un sistema infrastrutturale che faccia funzionare la logistica; visibilità, quindi una posizione privilegiata nel contesto.
Questa condizione, unita al fatto che il supermercato ormai svolge anche una funzione collettiva di servizio al pubblico sostituendo di fatto i mercati rionali anche come luogo di incontro e socialità, lo pone nella condizione di “dover” contribuire alla costruzione dello spazio pubblico inserendosi nel sistema di relazioni del contesto urbano, svolgendo fino in fondo un ruolo che comunque ha e che se ignorato produce un effetto di anonima periferizzazione aggiungendo un altro pezzo al paesaggio di altri pezzi che insieme non costruiscono un ordine superiore. Le soluzioni architettoniche al di là di una minore o maggiore contestualizzazione devono conferire al supermercato la dignità di un edificio con pieno diritto di cittadinanza nella scala urbana.
Modulo: Come si è evoluto il rapporto tra supermercato e negozi di prossimità? E’ una sfida o una tranquilla convivenza?
Fabio Nonis: E’ inevitabile che la presenza di un supermercato alteri gli equilibri precedenti. In molti casi, però, ciò ha generato fenomeni di complementarità spingendo i negozi più piccoli a puntare sulla qualità dei prodotti e sul servizio personalizzato al cliente, cose che la grande distribuzione non riesce sempre a coprire. E’ il caso di negozi che nelle vicinanze dei supermercati, sfruttandone le capacità di attrazione, si specializzano in particolari merceologie offrendo una grande ricercatezza di prodotti, orari di apertura prolungati e servizio a domicilio personalizzato.
Modulo: Come sarà il supermercato del futuro? Che peso hanno le nuove tecnologie nel supermercato? Un architetto deve tenere conto delle app per smartphone o delle altre innovazioni tecnologiche quando progetta un supermercato?
Fabio Nonis: Il futuro ha forte continuità con il presente e nella nostra quotidianità si procede spesso per piccoli passi, aggiustamenti incrementali, quindi non è difficile pensare a qualcosa di molto diverso, anche se mi immagino dei luoghi dove si possa essere immersi, quasi sopraffatti dai prodotti dove, pur mantendo le conquiste di salubrità ed igiene che l’avvento del supermercato ha portato con seè, si vada verso un maggiore coinvolgimento emozionale e sensoriale.
Il sistema della grande distribuzione tende a migliorare costantemente la qualità della propria offerta, soprattutto in clima di sana concorrenza. Gli aspetti tecnologici negli ultimi anni hanno permesso di migliorare sia la freschezza dei prodotti (trasporti a temperatura costante) che l’efficienza degli edifici abbattendo i consumi energetici.
Sicuramente le innovazioni nel sistema delle comunicazioni incidono sulla vita quotidiana di tutti e quindi anche sul modo di fare la spesa ma l’architettura è più lenta delle altre discipline e quindi all’inizio sono più i comportamenti che si adattano ai luoghi e poi, quando si consolidano, possono essere rappresentati architettonicamente.

Pubblicato su Modulo n. 382 marzo 2013