Pubblicato il 29 agosto 2017

Un museo multisensoriale archeologico a Camarina

Un innovativo progetto, che prevede una nuova formula museale multisensoriale, si aggiudica la gara per le opere di riqualificazione e valorizzazione funzionale del Parco Archeologico Regionale di Camarina (Ragusa)”.

Il parco archeologico di Camarina, una delle più rilevanti testimonianze delle colonie Greche in Sicilia, necessita di un’importante opera di riorganizzazione funzionale e di valorizzazione della propria immagine e fruibilità. A questo scopo la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa ha indetto una gara, con la formula dell’appalto integrato, per individuare le migliori soluzioni. Il progetto del Raggruppamento guidato dall’architetto Fabrizio Bianchetti si è aggiudicato la gara proponendo una soluzione che si configura come un insieme di tecniche volte al miglioramento delle condizioni di visitabilità dell’intera area archeologica di Camarina.
Di particolare rilevanza la ricomposizione didattica di episodi architettonici peculiari: l'esigenza, infatti, di sostituire le coperture archeologiche dell'area delle stoà, che risultano oggi completamente inefficaci se non dannose ai resti che dovrebbero proteggere, ha indotto ad operare una riprogettazione delle stesse rivestendole, oltre che di una funzionalità mirata a garantire la massima protezione delle emergenze archeologiche, anche di un significato evocativo e formale, che individui con chiarezza le aree di sedime delle stoai nord ed ovest, attraverso la riproposizione delle teste di entrambi gli edifici, i rapporti dimensionali e formali antichi, suggeriti tramite la trasposizione degli elementi della grammatica architettonica antica. Anche le sale espositive, che accolgono i visitatori all’ingresso del parco, saranno inoltre completamente riviste in funzione di un nuovo allestimento che integra i reperti storici esposti e le informazioni grafiche in un “percorso narrativo” in grado di coinvolgere il visitatore in un affascinante “cammino dentro la storia”. Completano il sistema espositivo una serie di installazioni multimediali quali ologrammi delle figure mitologiche che potranno raccontare al visitatore direttamente gli eventi storici ed interventi di “realtà aumentata“ che permetteranno all’utente di immergersi in ricostruzioni tridimensionali degli ambienti ricostruiti virtualmente. 
L’idea è di non costringere il visitatore a distaccarsi completamente dal mondo reale del “qui e ora”, ma consentirgli di avvicinarsi al mondo virtuale del “qui ma tanti anni fa”. L’utente può crearsi un suo percorso nel sito archeologico e il sistema gli fornisce informazioni aggiuntive utili a risvegliare interesse, curiosità e piacere della scoperta. La possibilità di interazione con il sistema consente al visitatore di svolgere una parte attiva in questo viaggio attraverso la storia e, come molti studi hanno dimostrato, le cose in cui si ha una partecipazione attiva sono più facili da ricordare. L’integrazione delle testimonianze archeologiche e la loro ricostruzione virtuale permette al visitatore di percepire l’antico spazio architettonico, non solo in modo suggestivo, ma anche in modo critico.
Il risultato finale sarà un museo unico ed esclusivo nel suo genere capace di coinvolgere l’utente in una esperienza multisensoriale ed inclusivo per la sua capacita di accogliere, senza barriere fisiche o psicologiche ogni categoria di utenti (bambini, anziani, non udenti, persone con ridotta mobilità e normodotati).
Categorie: Architettura