Pubblicato il 8 giugno 2015

Sviluppo - Quale il futuro della Triennale post-Expo?

I maker e il design al centro del progetto.

Una piccola Expo l’anno dopo di Expo, con la differenza che si terrà in varie parti di Milano e non richiederà la costruzione di enormi padiglioni fuori città. Sarà dedicata al design e alla nuova industria (interconnessa, come la chiamano negli Usa, o 4.0, secondo la definizione tedesca) e attirerà architetti ma anche molti makers, i nuovi artigiani che armeggiano con le stampanti 3D. È così che gli organizzatori immaginano la ventunesima Triennale internazionale di Milano. Comincerà nell’aprile 2016, una settimana prima del Salone del Mobile, e finirà il weekend del Gp di Monza, a settembre. 
Il legame con Expo sta nel fatto che la Triennale internazionale è l’unica istituzione culturale riconosciuta in via permanente dal Bie, il Bureau International des Expositions che organizza le esposizioni universali. Il tema è il “Design After Design”. «La parola chiave è “after”, che significa sia “dopo”, e quindi cercheremo di capire come sarà il design negli anni a venire; ma significa anche “contro": la gente si interroga sul fatto che sia sommersa da cose “disegnate”», commenta De Albertis.
A differenza delle passate edizioni, che si tennero alla Triennale (ma che diedero contributi al resto della città, come il quartiere QT8 di Milani), la XXI edizione si svolgerà in varie parti della città: l’ex Ansaldo, l’Hangar Bicocca, la Fabbrica del Vapore, l’Università Iulm, il Campus del Politecnico, il Museo delle culture e il Museo nazionale della scienza e della tecnologia.

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