Pubblicato il 16 marzo 2015

Sviluppo - Lazio: Regione e Cassa depositi collaborano per l’housing sociale

Progetti per individuare alloggi destinati a ceto medio

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il direttore della Società gestione del Risparmio (Sgr) di Cassa depositi e prestiti Marco Sangiorgio hanno firmato questa mattina nella sede della giunta un protocollo d'intesa per interventi di housing sociale destinati alla locazione a medio e lungo periodo, a canoni calmierati e anche con facoltà di riscatto per il conduttore. I canoni previsti sono di 5 euro al metro quadrato a Roma, e di 4 euro nel resto del Lazio: si parla di appartamenti di circa 70 metri quadrati a 300-350 euro al mese, rivolti alle fasce troppo 'ricche' per la casa popolare ma troppo 'povere' per il mercato. Alla firma era presente anche l'assessore regionale alla Casa Fabio Refrigeri. Il protocollo prevede infatti di realizzare una serie di azioni quali il coinvolgimento delle Ater, il riuso di immobili pubblici, la realizzazione di residenze per particolari categorie sociali (per esempio studenti), la riqualificazione urbana e la gestione sociale degli alloggi. Con il protocollo, è stato spiegato, la Regione inserisce i fondi immobiliari dedicati al social housing tra gli strumenti delle proprie politiche abitative e ne promuove il ricorso sia verso gli operatori pubblici, sia verso gli operatori privati. L'obiettivo è di individuare progetti di nuovi alloggi, in affitto o in vendita, a Roma e nei Comuni a più alta tensione abitativa del Lazio, idonei a essere finanziati con le risorse del Fondo Investimenti per l'Abitare, gestito da Cdp Investimenti Sgr e dotato di una capacità residua di 500 milioni di euro, da allocare entro il 31 dicembre 2015.Sarà determinante il ruolo delle Ater, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa, che, in possesso di progetti e disponibilità di aree, potranno fare ricorso alle risorse del Fondo per aumentare l'offerta di alloggi in affitto calmierato. Inoltre, il protocollo contribuisce a rendere operative le norme previste dal nuovo Piano Casa perché il Fondo Investimenti per l'Abitare può contribuire a finanziare la quota di alloggi in affitto a canone calmierato che il Piano impone agli operatori a fronte della possibilità loro concessa di cambiare destinazione d'uso a immobili, aree e premi di cubatura. I progetti dovranno avere un livello elevato di qualità edilizia e ambientale ed essere dotati di servizi e funzioni compatibili. "Abbiamo già firmato protocolli simili - ha affermato Sangiorgio - come Sgr di Cassa depositi e prestiti gestiamo un fondo di due miliardi di euro, con investitori istituzionali e privati. Lo scopo è fare abitazioni essenzialmente per l'affitto, un settore per il quale negli ultimi anni c'è una domanda straordinaria, per cui molti fondi si stanno trasformando da vendita a locazione. I prezzi di locazione sono molto bassi: parliamo di case di 70 metri quadrati a circa 300-350 euro al mese, quote interessanti cioè per le persone a cui ci rivolgiamo: quelli cioè che sono troppo 'ricchi' per la casa popolare ma non abbastanza per accedere a un mercato 'vero' e libero. Al momento abbiamo allocato circa 1,5 miliardi di fondi - ha proseguito - su 217 interventi nel Paese, per 14 mila appartamenti e 6800 posti letto. Puntiamo sulla rigenerazione urbana, e abbiamo finanziato una iniziativa per individuare tecnologie costruttive a basso costo e ad alta efficienza. Chissà che non possiamo attivarla anche nell'ambito dei progetti della Regione Lazio. A Roma, dove c'è più bisogno, per ora abbiamo fatto poco - ha concluso Sangiorgio - ed è per questo che siamo molto attenti. Abbiamo preso due delibere, una con un fondo della Legacoop abitanti per 300 alloggi in vecchi piani di zona, e poi una iniziativa dal gruppo Toti, per un asset alla Magliana: usando il Piano casa regionale vogliamo fare un'operazione di riuso per 350 appartamenti". Sangiorgio ha spiegato che questi due ultimi progetti sono da aggiungere a quelli previsti dal protocollo.(ANSA).

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