Pubblicato il 28 ottobre 2015

SVILUPPO - Federcostruzioni sullo stato dell'edilizia nel 2015

Gli investimenti, che erano rimasti fermi nonostante la consapevolezza della centralità dell'edilizia nel ritorno alla crescita dei consumi interni del paese, danno segni di crescita per il biennio iniziato nel 2015.
L'edilizia sembra, perciò, intravedere la luce in fondo al tunnel. Dopo una ulteriore flessione del 3 per cento registrata nel 2014 (valore della produzione), il 2015 e il 2016 dovrebbero essere caratterizzati da una sostanziale stabilità e, potendo contare sul contributo legato alla proroga delle detrazioni fiscali 50% e 65%, un sia pur timido tentativo di ripresa. Questi i dati più rilevanti contenuti nel nuovo “Rapporto sul sistema delle costruzioni in Italia”, presentato nei giorni scorsi da Federcostruzioni.

Dall’inizio della crisi, il valore della produzione perduto dal sistema nel suo complesso si aggira intorno ai 125 miliardi di euro, con una perdita di circa 650 mila posti di lavoro. La filiera delle costruzioni, in termini di produzione complessiva espressa in quantità, ha perso tra il 2009 ed il 2014 il 29,2%. In termini assoluti, ad aver subito la perdita più consistente nel periodo della crisi è stato proprio il comparto delle costruzioni (-75mld di euro). In termini relativi le flessioni più significative di produzione destinata al sistema delle costruzioni si sono registrate per la siderurgia (-40%), l’industria macchine per il movimento terra (-45%), il cemento e il calcestruzzo (-50%), il commercio di macchine per il movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (- 65%) e i laterizi (-70%). Se la crisi per il sistema delle costruzioni non può dirsi finita, si può invece sostenere che si stia attenuando. Le previsioni di chiusura dell’anno in corso (2015) e per l’anno successivo (2016) sono improntate ad un cauto ottimismo dovuto ai segnali positivi di allentamento della crisi in atto e che si collocano in un quadro generale in netto e continuo miglioramento. Si passa infatti da -9,5% del 2012 a -5,7% del 2013 a -3,0% del 2014 ad una previsione di -0,5% per il 2015 e di -0,1% per il 2016. L’adozione di nuove misure da parte del Governo finalizzate a dare rapido avvio a nuove iniziative sul fronte dei lavori pubblici, a incentivare il risparmio energetico, qualità e sostenibilità, permetterebbe la configurazione di un altro scenario che prefigura per il sistema delle costruzioni una interruzione della caduta nel 2016, con una crescita dei livelli produttivi in termini reali dell’1,8% su base annua.
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