Pubblicato il 28 giugno 2018

Stefano Boeri Architetti Tre progetti di riqualificazione a Pechino e Shanghai

Stefano Boeri Architetti China, diretta da Stefano Boeri e dal suo partner Yibo Xu, è stato incaricato di riprogettare la facciata del grande punto vendita Easyhome Lize e gli interni del Centro Easyhome Top Design, entrambi a Pechino.
Inaugurato ufficialmente il 26 settembre 2017, l'Easyhome Top Design Center è un ambiente commerciale di nuova concezione dedicato alla cultura del progetto nei suoi diversi aspetti: dalla ricerca tecnologica allo sviluppo del design fino alla scelta dei materiali.

Collocato all’ultimo piano di un grande centro commerciale caratterizzato dall'offerta di arredi di alta gamma, è specificatamente concepito come un luogo per l'esposizione delle eccellenze italiane nel design, nell'interior design e nell'architettura (“Ogni singolo pezzo viene dall'Italia”, per usare le parole di Linpeng Wang).
Grazie a tali caratteristiche, e in senso più vasto, l'Easyhome Top Design Center si propone come un autentico ponte culturale e progettuale: non solo un luogo per guidare i consumatori cinesi al miglioramento della loro qualità di vita, ma un vero e proprio “terzo spazio” tra l'Italia e la Cina. Il programma espositivo si articola attorno all'allestimento di una serie di appartamentitipo, che mostrano le differenti pratiche dell’abitare interpretate da grandi maestri del design italiano. Il carattere degli interni è definito anche attraverso la scelta delle finiture e dei materiali, tipici della tradizione italiana, come il marmo di Calacatta e varie essenze di legno pregiato. La natura minerale degli spazi coperti è esaltata per contrasto dalle qualità dei patii aperti, caratterizzati da grandi vasche di bambù che trasferiscono all'interno il respiro del verde. 

Completata il 30 dicembre 2017, la nuova facciata dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall di Pechino rappresenta appieno la strategia di “Renovation”, appositamente concepita e sviluppata per la Cina da Stefano Boeri Architetti, che prevede un ampio programma di “upgrade” tecnologico ed espressivo della modernità architettonica cinese. L'intervento punta così a definire un nuovo prototipo sperimentale di facciata, capace di riscrivere il significato tipologico del Centro Commerciale cinese e suo rapporto con la città e di porsi in tal modo come modello inedito di applicazione per l'intero Paese. La nuova facciata è concepita come un elemento progettuale stratificato, dotato di uno spessore tridimensionale e di una complessità concettuale e tecnologica che lo rendono capace di interagire con la storia e il paesaggio urbano in maniera profonda e inclusiva. 
In tal modo Stefano Boeri Architetti China sviluppa un approccio del tutto innovativo al tema dell'interfaccia architettonica, completamente diverso rispetto a quello del tradizionale, complanare e impermeabile schermo curtain-wall e delle sue molteplici derivazioni, tanto diffuso prima in ambito anglosassone e poi a livello globale e globalizzante. 
Sul piano della comunicazione simbolica, la “superficie tridimensionale” qui sperimentata in facciata propone anche un diverso modello di approccio al consumo: più calibrato, riflessivo e attento alle differenze rispetto al diffuso e omologante fastmoving consumer goods, indifferente rispetto alle culture e alle specificità locali. Nel caso specifico dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall, la facciata viene ripensata come una sofisticata interfaccia a più livelli: non solo tra l'interno e l'esterno dell'edifico ma idealmente tra la Cina e l'Italia, ovvero tra il contesto locale e l'immaginario qui evocato dello stile italiano, nella sua figurazione più moderna. L'intero edificio, situato sulla Terza Circonvallazione Ovest di Pechino e dedicato all'arredo Made in Italy, è così rivestito da grandi pannelli rettangolari bianchi in GRC (un materiale composito che unisce le caratteristiche di resistenza a compressione della matrice cementizia con la resistenza a trazione delle fibre di vetro) e trattata con una partitura di elementi verticali a tutta altezza, che scandiscono un ritmo musicale percorrendo il grande perimetro. 

L'impronta a prima vista monumentale della soluzione compositiva, che richiama i linguaggi e la luminosità del primo razionalismo italiano, a un'osservazione più attenta si rivela anche un'efficace dispositivo per rompere la grande massa unitaria del complesso e renderlo così più domestico e famigliare. L'inserimento di una serie di elementi a variazione del tema – una curvatura in angolo, uno slanciato portale svasato, le superfici riflettenti in vetro scuro, ... – amplificano l'armonia figurativa e richiamano i caratteri di differenza e complessità che caratterizzano una vera e propria parte di città, capace di dialogare con la molteplicità di stili di vita che le ruotano attorno. In tal modo, utilizzando il Mall un po' come un grande strumento musicale, il progetto amplifica il grande tema compositivo del ritmo, proprio alle stesse radici del razionalismo, in una maniera nuova e implementata. La musicalità essenziale e alternata delle parti in scansione orizzontale definisce infatti una sorta di super-partitura, articolata in più “movimenti” – replicati in altrettante varianti materiche e compositive su tutte le facciate –, ciascuno dotato di variazioni, intervalli, aperture e scale, che dialoga con la polifonia urbana circostante e nello stesso tempo comunica all'esterno la varietà funzionale interna del mall. Il “grand design”, o design a grande scala, sviluppato da Stefano Boeri Architetti China in forma di prototipo innovativo nel Mall pechinese si apre infine al tema della moltiplicazione, proprio al progetto del design moderno ma anche a casi più sperimentali di architettura. 

Sul piano prettamente architettonico, la facciata definisce un “tema” che può essere replicato in un numero potenzialmente infinito di circostanze, mantenendo intatti alcuni elementi di regolazione e operando su principi di variazione ogni volta differenti: per esempio nei paretiali, nei ritmi e nelle proporzioni. È possibile tuttavia identificare anche una seconda potenziale emanazione progettuale dell'intervento. Non necessariamente applicabile su scala architettonica, il principio compositivo essenziale e sincopato del “renovation rationalism” è potenzialmente declinabile anche in diverse categorie di oggetti e contesti di inserimento.
Il progetto dell’Easyhome Lize New Retail Experience Mall si configura come caso-pilota anche in questo senso, arca dell'interior design. Il progetto di renovation di Stefano Boeri Architetti China trasforma l'Hecheng Building a Pechino in un prototipo di ufficio del futuro. 


Negli ultimi anni lo sviluppo esponenziale nei settori delle tecnologie mobili, dell'economia digitale e della condivisione delle informazioni ha indotto una profonda riflessione sul progetto dello spazio-ufficio. Attivo e in forte crescita da due anni in tale settore, il marchio cinese MORE ha affidato a Stefano Boeri Architetti China (capitanato da Stefano Boeri e Yibo Xu, con Design Director Pietro Chiodi) un intervento pilota capace di costituirsi come modello per il Paese e sul piano internazionale. Nasce così MORE: 001 Jingan Creative Park, uno spazio di nuova concezione realizzato attraverso la ristrutturazione di un grande edificio per uffici a Shanghai, l'Hecheng Building. L'intervento si inserisce nella strategia di “Renovation”, sviluppata da Stefano Boeri Architetti China, che prevede un ampio programma di “upgrade” tecnologico ed espressivo della modernità architettonica cinese.
Distaccandosi dal format del tradizionale edificio per uffici, MORE: 001 esplora futuri modelli spaziali e relazionali, che traggono diversi elementi di innovazione dall'esperienza del Bosco Verticale. L'edificio esistente viene protetto da una nuova pelle: una “foresta” astratta formata da una sequenza regolare di lamelle verticali di alluminio verniciate di bianco che, oltre a schermare gli interni dai raggi solari, uniformano il disegno dei prospetti in un ritmo armonico. 
Analogamente, gli interni vengono trattati alla stregua di un vero e proprio “paesaggio” attraverso l'introduzione di elementi come la vegetazione, la luce solare, i materiali sostenibili. Il nucleo dell'edificio si articola attorno a una scenografica scala a elica, avviluppata attorno a un vuoto centrale di cinque metri di diametro, che cita la celebre spirale del Guggenheim di New York. Un sistema articolato di spazi condivisi su ogni piano favorisce l'interrelazione anche di addetti a settori lavorativi separati tra loro, con evidenti vantaggi in termini di comfort e di condivisione informale delle conoscenze. MORE: 001 Jingan Creative Park rappresenta il primo caso di un vasto programma che vedrà estendere in più direzioni l'interazione progettuale tra Stefano Boeri Architetti China e MORE.

Crediti fotografici: Paolo Rosselli
Categorie: Architettura