Pubblicato il 28 febbraio 2018

Silenzio e rumore, amici e nemici dello sport

Quando si parla di ambienti adibiti ad attività ricreative, tempo libero, sport e fitness, l’immagine che spesso viene associata è quella di un ambiente molto caotico, caratterizzato da un rumore eccessivo.
Scuole, palestre e piscine, nonostante siano luoghi di aggregazione o per il tempo libero spesso, a causa di una non corretta progettazione, si trasformano in spazi difficili da frequentare; gli elevati livelli sonori rendono impossibile la comunicazione tra gli utenti, e per gli insegnanti è difficile dare istruzioni senza dover alzare il tono di voce. La necessità di garantire un adeguato comfort acustico diventa rilevante in spazi dove la concentrazione dovrebbe essere favorita, sia nel caso di apprendimento scolastico, sia nel caso di svolgimento di attività sportive. La riduzione della rumorosità, inoltre, riduce lo stress e aumenta il livello di attenzione, migliorando la concentrazione e la sensazione di comfort. 
Il parametro più intuitivo che permette di comprendere qual è il livello di assorbimento acustico e quindi quanto un ambiente sia riverberante è il tempo di riverbero (T60). La normativa nazionale in vigore impone limiti per il tempo di riverbero per le aule scolastiche e per le palestre, rispettivamente in un massimo di 1,2 e 2,2 secondi, mentre la norma tecnica sulla classificazione acustica UNI 11367:2010 ha delineato un metodo di calcolo differente dove il tempo di riverbero ottimale viene rapportato al volume. Uno studio dell’Università di Padova, in collaborazione con CELENIT, ha analizzato entrambe le formule delineando un grafico dei tempi di riverbero ottimali in funzione del volume, mostrando un andamento differente rispetto alla norma nazionale. In ambienti per lo sport, variando il volume da 2000 a 10000 mc, il T60 ottimale ha un range tra 1,7 e 2,6 secondi, mentre per gli ambienti dove va garantita l’intelligibilità del parlato (con volume crescente tra 100 e 2000 mc) i valori ottimali variano da 0,60 a 1,1 secondi circa. Se poi si considera il recente aggiornamento della norma che regola gli acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni (GPP), tra i vari CAM - criteri ambientali minimi - da rispettare si vuole porre l’attenzione al punto 2.3.5.6 denominato “Comfort Acustico” che recita testualmente: “I descrittori acustici da utilizzare sono: quelli definiti nella UNI 11367 […]; almeno il tempo di riverberazione e lo STI per l’acustica interna agli ambienti di cui alla UNI 11532”. 
Quest’ultima norma, oltre a menzionare il comfort acustico, fa specifico riferimento anche ad altri aspetti rilevanti che vanno considerati nella definizione dei bandi di gara: emissioni dei materiali (2.3.5.5), disassemblabilità (2.4.1.1), criteri specifici dei componenti edilizi quali controsoffitti, isolanti termici ed acustici, pitture e vernici (2.4.2.8-9-11), oltre che far riferimento a criteri premianti quali ad esempio i materiali rinnovabili (2.6.4). 
CELENIT ha fatto della sostenibilità la sua mission e con i suoi prodotti e sistemi per controsoffitti (conformi alla norma EN 13964) è da sempre in prima linea nel proporre soluzioni in grado di rispondere positivamente ai requisiti di sostenibilità propri dei sistemi di certificazione ITACA, LEED e BREEAM e soprattutto ai criteri ambientali minimi CAM. Le certificazioni delle materie prime, dei prodotti e le analisi LCA sono una garanzia di affidabilità e rispetto per l’ambiente. 
I pannelli in lana di legno, con la loro particolare conformazione in superficie, sono infatti naturali assorbitori acustici e fanno si che il rumore non rimbalzi da una parete all'altra ma venga in parte assorbito e dissipato evitando il fastidioso fenomeno del riverbero. L'attività di ricerca e la volontà di individuare soluzioni a prestazioni sempre maggiori, ha permesso di mettere a disposizione del progettista un cospicuo database di certificati di assorbimento acustico. La divisione ACOUSTIC | DESIGN è stata così definita perché i pannelli in lana di legno, oltre a conferire elevate performance di fono-assorbimento grazie alla texture superficiale, presentano un’elevata versatilità e possibilità di personalizzazione. Con i rivestimenti acustici CELENIT il progettista può personalizzare il rivestimento svincolandosi dai sistemi preimpostati ed esprimere una propria linea di design architettonico all’avanguardia attraverso una progettazione, se pur semplice, ma creativa e customizzata. Dal tipo di posa alle lavorazioni dei bordi, dalla texture alle diverse colorazioni disponibili, il progettista può ottenere molti spunti creativi per plasmare il proprio progetto architettonico, personalizzando il design interno e valorizzandone le qualità estetiche. 

Assodato che gli ambienti per lo sport richiedono superfici fonoassorbenti, è opportuno considerare il fatto che tali superfici devono garantire sicurezza, resistenza, durabilità nel tempo e - non per ultimo - conferire un’adeguata qualità estetica. Relativamente alla sicurezza ci sono importanti aspetti da considerare: il comportamento al fuoco, la resistenza agli impatti e, per le riqualificazioni, la resistenza allo sfondellamento. Soffitti e pareti CELENIT sono classificati in Euroclasse di reazione al fuoco A2-s1, d0 e B-s1, d0, permettono stabilità meccanica anche in fase d’incendio, rallentano il processo di combustione, non sviluppano fumi ne generano gocce incandescenti e possono essere utilizzati nelle vie di esodo, qualora necessario, e garantiscono la protezione delle strutture anche con sistemi resistenti al fuoco EI60. CELENIT inoltre propone soluzioni certificate resistenti agli impatti, esclusivamente nella classe migliore 1A, per rivestimento a parete e soffitto, a seconda della tipologia di struttura. 
Compattezza e resistenza meccanica, caratteristiche proprie dei pannelli in lana di legno, hanno permesso di definire soluzioni certificate per la sicurezza antisfondellamento e antisismica, mantenendo tutte le caratteristiche di naturalità e pregio estetico dei prodotti della gamma ACOUSTIC | DESIGN, offrendo completa ispezionabilità, indispensabile per monitorare l’effettiva sicurezza del solaio nel tempo. In ambienti sportivi dove persiste un’alta concentrazione di umidità, come piscine, spogliatoi, lavanderie, è necessario inoltre che l’alta concentrazione di vapore non rechi danno ai rivestimenti interni e in questo caso i pannelli CELENIT rientrano nella classe di esposizione C secondo UNI EN 13964, con applicazione in ambienti ad umidità relativa fino al 95% a temperature fino ai 30° C.
Prodotti e tecnologie: CELENIT
Categorie: Aziende