Pubblicato il 20 luglio 2016

Roberto Masini è il nuovo presidente dell'Ordine di Firenze

Classe '73, professore a contratto all'Università, libero professionista e vicepresidente uscente, guiderà l'ultimo anno di consigliatura. Come vice avrà Luca Franceschini, già segretario della Fondazione Architetti. Un gruppo di lavoro anche sui collegamenti pedonali nel Quartiere 1: “Prima di realizzare i nuovi parcheggi pensiamo a far funzionare quelli già esistenti e sottoutilizzati”

Quarantatrè anni, fiorentino, una laurea e un dottorato di ricerca in Progettazione architettonica e urbana all'Università di Firenze dove insegna come professore a contratto e un'attività da libero professionista. È Roberto Masini il nuovo presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze: vicepresidente uscente, già referente della Commissione “Cultura del progetto”, riceve il testimone da Egidio Raimondi e guiderà l'ultimo anno di consigliatura restando in carica fino alla prossima estate, secondo la prassi del rinnovo annuale dei vertici consolidata dall'Ordine come garanzia di trasparenza e partecipazione.
Come vice avrà Luca Franceschini, anche lui fiorentino, libero professionista e già segretario della Fondazione Architetti Firenze. La presentazione ufficiale del nuovo presidente e del vice è in corso adesso alla Palazzina Reale di Santa Maria Novella in occasione del consiglio aperto dell'Ordine.

Un presidio costante delle trasformazioni della città e l'ascolto degli iscritti in un periodo particolarmente difficile per la professione sono i punti da cui, in linea con i predecessori, prenderà le mosse il mandato di Masini. “Ricorreremo al workshop progettuale – dice il neo presidente –: uno strumento che da un lato offre ai nostri iscritti la possibilità di partecipare a un'esperienza formativa che ne accrescerà il curriculum e la competitività, consentendo loro di creare una rete tra professionisti di discipline diverse, utile per il lavoro quotidiano, e che dall'altro ci permette di dare un contributo di idee in merito a tematiche urbanistiche e architettoniche all'ordine del giorno in città, su cui ci piacerebbe che l'amministrazione attivasse in seguito concorsi pubblici di progettazione”.

Due i workshop in programma da realizzare entro la fine dell'anno, il primo su Sant'Orsola. “Dopo aver donato al Comune il progetto per ricostruire i parchi sull'Arno distrutti dal maltempo, affrontiamo un'altra ferita aperta. Sant'Orsola – dice Masini – è un luogo stravolto, non può essere recuperata la sua condizione originaria e pure l'abbattimento, come soluzione estrema, è difficile. C'è sicuramente un problema di sostenibilità economica per qualunque operazione riguardi la struttura, visto lo stato in cui riversa. Ma a mio parere finora è mancata un'idea forte per la sua rinascita. Per questo vogliamo metterci al servizio della città”.

Il secondo laboratorio sarà dedicato alle connessioni pedonali tra il centro storico e la cerchia fuori dai viali nel Quartiere 1. “Mentre in città si sta pensando ad un piano di nuovi parcheggi – dice il presidente degli architetti - noi vorremmo concentrarci su quelli già esistenti e che sono sottoutilizzati non perché inadeguati ma perché non è stato strutturato un buon collegamento con il centro, come nel caso del Parterre e piazza Alberti”.

“Continueremo – aggiunge il neopresidente Masini - a promuovere meccanismi che favoriscano la distribuzione degli incarichi e la qualità della professione come la rotazione e l'uso dei concorsi”. E per mettere a disposizione degli iscritti strumenti concreti che ne aumentino la competitività, Masini annuncia che l'Ordine si impegnerà a sviluppare il meccanismo di accesso ai fondi europei. “Ci attiveremo con la Regione Toscana – dice – per cercare di risolvere alcune asincronie che contraddistinguono la nostra professione rispetto al resto d'Europa. Il nostro Paese era l'unico in cui gli studi professionali, in caso di bandi europei, non erano assimilabili a vere e proprie imprese. Le uniche eccezioni riguardano i tirocini e la formazione ma non basta, è indubbio che ciò penalizzi moltissimo piccoli e medi studi che vogliono crescere”.
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