Rendimento energetico degli immobili: l'Italia non ha recepito le Direttive UE

La certificazione energetica che deve essere messa a disposizione in fase di costruzione, compravendita o locazione degli immobili è il punto debole dell’applicazione della Direttiva Europea sul rendimento energetico nell'edilizia che nel 2002 ha stabilito che l'attestato di certificazione energetica - che consente ai consumatori di valutare e raffrontare questa particolare caratteristica degli immobili - deve essere messo a disposizione del proprietario, del futuro acquirente o del locatario. Secondo la Corte Ue, l'Italia non ha recepimento la direttiva in maniera completa introducendo una deroga all'obbligo di consegnare l'attestato relativo al rendimento energetico in caso di locazione di un immobile ancora privo dello stesso al momento della firma del contratto. Inoltre, anche il sistema di autodichiarazione da parte del proprietario per gli edifici aventi un rendimento energetico assai basso è in contrasto con la direttiva Ue. La sentenza della Corte prende poi atto che alla scadenza del termine impartito nel parere motivato complementare emesso dalla Commissione nell'ambito della procedura d'infrazione, l'Italia non aveva ancora adottato i provvedimenti necessari per mettersi in regola con le disposizioni europee. Questo nonostante la trasmissione da Roma a Bruxelles, avvenuta un paio di settimane fa, di un progetto di decreto avente proprio questa finalità.(Fonte ANSA).