Pubblicato il 20 maggio 2014

PROFESSIONE - LA BORSA DELLA RICERCA

Si è svolta a Bologna la quinta edizione della Borsa della Ricerca, una manifestazione nazionale orientata a favorire l’incontro tra il mondo dell’imprenditoria e la ricerca scientifica universitaria, ossia a sviluppare quell’attività che gli addetti ai lavori chiamano “trasferimento tecnologico”. Come è forse noto le università italiane hanno una triplice mission: articolare una offerta didattica ampia ed attualizzata, condurre una ricerca scientifica innovativa ed infine trasferire le tecnologie messe a punto al mondo delle imprese (il trasferimento tecnologico, appunto). Per condurre al meglio questo tipo di attività, da tutti ritenuta particolarmente qualificante, ogni Ateneo ha al suo interno appositi liason office (letteralmente: uffici di collegamento); la finalità principale è quella di promuovere e sostenere la nascita di spin-off e Startup. La manifestazione di Bologna è uno degli appuntamenti fissi in questo senso e la sua importanza, ovvero il numero delle delegazioni partecipanti cresce gradatamente.

Come di consueto l’evento si è articolato in due momenti. Mentre nelle varie sale del Palazzo Re Enzo, nel cuore del Centro Storico di Bologna, si svolgevano vari workshop in parallelo, su tematiche di ampio interesse, legate al tema, la Sala del Podestà, suddivisa in trentadue box ospitava incontri One to One fra le delegazioni partecipanti, che preventivamente avevano provveduto a fissare un appuntamento. Infatti, prima degli incontri fisici, la Borsa ha avuto un momento virtuale. Tutte le componenti partecipanti hanno provveduto a caricare su una apposita piattaforma il proprio profilo ed i progetti in sviluppo, consultabili da tutti gli altri. Questa strategia, posta in essere dalla Fondazione Emblema che si fa carico degli oneri organizzativi della manifestazione, ha consentito a tutti di arrivare preparati all’incontro, ottimizzando tempi e risorse.

Malgrado l’iniziativa fosse aperta a tutte le discipline, quelle applicate, e le scienze ingegneristiche in particolare, erano presenti in maggior forze. Oltre a numerosi Dipartimenti universitari, sono intervenuti vari spin-off ed aziende del settore. Il tema più ricorrente tra i progetti presentati è stato quello della sostenibilità energetica. Un ampio numero degli spin-off presenti si basavano sul miglioramento di tecnologie legate al fotovoltaico, per ottimizzarne le performance. A ciò si aggiunga che un certo numero delle aziende presenti ha come core business le FER e la loro gestione. Confermando con questo la tendenza del momento. Un settore di rilievo era poi legato alle tecnologie dell’informazione, in genere legate al settore edile o all’ingegneria gestionale.

L’inaugurazione della Borsa, è stata poi un evento nell’evento, con un forum sul crowfounding ed una tavola rotonda conclusiva. Con questo termine, ancora poco noto in Italia, si indica una modalità di raccolta fondi piuttosto diffusa in altre parti del mondo, che può essere declinata secondo due modalità: charity ed equity. La prima di esse è propria dei progetti a sfondo sociale o umanitario, in cui si chiede un piccolo contributo, a fondo perduto, ad una vasta platea di persone. La seconda modalità è propria delle Startup che, per incrementare la propria disponibilità di capitale, cercano investitori. Questi, se si fidano dell’idea imprenditoriale, concedono una certa cifra, più o meno significativa, in cambio della corrispettiva quota societaria. Questo secondo strumento, può risultare strategico per dare ossigeno al mondo delle imprese, in una congiuntura difficile come quella attuale. La Consob ha recentemente autorizzato l’apertura di varie piattaforme informatiche, dedicate a fungere da intermediari in questo tipo di attività. (contributo di Vincenzo Sapienza)
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