Pubblicato il 2 giugno 2016

Porto di Genova 9,5 miliardi di valore aggiunto e 122 mila occupanti in Italia

Il nuovo Piano Regolatore portuale porterà all'Italia +6,1 miliardi di euro di produzione +42.000 occupati.
E' quanto emerge dallo studio presentato e curato da Nomisma-Prometeia-Tema per conto dell'Autorità Portuale di Genova.

Il Porto di Genova è uno dei principali scali europei ed è il primo a livello italiano nel settore container (oltre 2,2 milioni di TEU nel 2015). Ogni anno vengono movimentate 51,3 milioni di tonnellate di merce e si contano oltre 6.000 accosti/anno. Ogni giorno entrano/escono dai varchi portuali 4.000 camion e 30 treni. Ma quali sono gli effetti economici e sociali di questi traffici? Lo studio curato dal Raggruppamento formato da Nomisma-Prometeia-Tema per conto dell’Autorità Portuale di Genova fornisce adeguate risposte a proposito degli impatti della filiera portuale genovese sulla città metropolitana di Genova, sulla Liguria e sul Paese intero.

La fotografia resa dallo studio dimostra che a livello nazionale il Porto di Genova genera effetti diretti, indiretti e indotti per oltre 9,5 miliardi di euro di valore aggiunto e crea 122.200 unità di lavoro. Per quanto riguarda la regione Liguria, emerge una produzione di 10,9 miliardi di euro per 4,6 miliardi di euro di valore aggiunto e un impiego di 54.000 unità di lavoro. Il peso – a livello regionale – della filiera portuale di Genova è il 10,8% del valore aggiunto e 8,3% dell’occupazione. Stringendo lo sguardo alla sola Città Metropolitana di Genova, gli effetti complessivi per il territorio raggiungono i 3,2 miliardi di euro di valore aggiunto e le 37.000 unità lavorative. Nel complesso essi sono il 12,6% del valore aggiunto e il 9,7% dell’occupazione.

È significativo considerare come la filiera portuale trattenga al suo interno il 60,9% degli effetti complessivi del Porto in termini di valore aggiunto. Il restante 39,1% si riverbera nei seguenti settori: attività immobiliari (9,6%), commercio all’ingrosso (3,9%), servizi di alloggio e ristorazione (3,3%), attività di noleggio e leasing (2,1%), servizi finanziari (1,6%), attività di studi di architettura e ingegneria (1,2%), attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative (1,0%) e servizi di investigazione e vigilanza, attività di servizi per edifici e per paesaggio e attività di supporto alle imprese (1,0%).

Lo studio ha valutato anche gli effetti complessivi del nuovo Piano Regolatore Portuale varato dall’Autorità portuale per la Liguria. Questi raggiungeranno i 940 milioni di euro di valore aggiunto (2,2% del totale regionale) e una crescita di 18.000 unità di lavoro (2,8% del totale regionale). Tutto questo a fronte di un piano di investimenti per circa 2 miliardi di euro. Il programma di investimenti previsto dal nuovo Piano Regolatore Portuale comporterà un aumento della produzione di circa 6,1 miliardi di euro e un valore aggiunto di 1,9 miliardi di euro con un aumento occupazionale di +42.000 unità.
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