Pubblicato il 21 gennaio 2014

Palazzo Citterio, Progetti in mostra Milano, fino al 16 febbraio 2014

Palazzo Citterio fu acquisito dallo Stato nel 1972 e da allora si parla del suo recupero e del progetto “Grande Brera” che ne intende fare sia la sede espositiva delle collezioni permanenti del Novecento della Pinacoteca di Brera, che di manifestazioni e mostre temporanee. Quarant’anni di intenzioni e di progetti non passano invano. Realizzazioni parziali, interruzioni forzate, riprese dei lavori a distanza di anni hanno lasciato i loro segni sul corpo dell’edificio, alcuni forti, incancellabili, altri presto obsoleti o intaccati dal mancato utilizzo. Insomma, una grande opera incompiuta che merita il pieno reinserimento di questo complesso monumentale nella vita e nelle attività culturali della città di Milano.
Dal dicembre 2012, la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia ha messo 

a gara la parte più significativa dei finanziamenti disponibili per il restauro di palazzo Citterio.
Dopo una prima fase di selezione di ventinove concorrenti che hanno fatto domanda di partecipazione, si è passati alla seconda fase in cui tredici hanno presentato l’offerta per l’appalto integrato (progetto definitivo e lavori).
Il profilarsi di una soluzione crea aspettative e genera curiosità sui possibili approcci a un problema architettonico non facile ma affascinante, sulle risposte date a quesiti tante volte rimasti senza esito.
La mostra illustra la storia dell’edificio a partire dalle grandi opere di demolizione e ricostruzione intraprese negli anni ’70 fino alla configurazione attuale e agli aspetti salienti del progetto 

preliminare posto a base di gara (progettisti: arch. Alberto Artioli e arch. Annamaria Terafina).
L’allestimento intende ricreare l’atmosfera degli studi professionali coinvolti; aggirandosi tra i tavoli sarà possibile paragonare rifunzionalizzazioni dell’esistente e soluzioni per il domani attraverso una selezione delle immagini più significative dei grafici architettonici per caratterizzare scelte progettuali e di stile di ciascun concorrente.
Professionisti, studenti e semplici cittadini potranno così conoscere le proposte nate attorno ad un tema architettonico irto di difficoltà, metterle a confronto e farsi una personale opinione.
Nel catalogo edito da Skirà confluiranno, arricchiti da introduzioni che contestualizzano i lavori e spiegano l’intero percorso, i materiali esposti in mostra. La gara europea per l’assegnazione dei lavori di rifunzionalizzazione e restauro di Palazzo Citterio è in attesa dell’aggiudicazione definitiva.
Il profilarsi ora dello scioglimento di una intricata vicenda ultraquarantennale, dall'acquisto di Palazzo Citterio alle tante questioni che lo hanno interessato, crea aspettative e genera attenzione per il grande interesse dell’operazione avviata.
Non solo. Il panorama dei concorsi di architettura in Italia ha visto raramente l’applicazione di questo strumento a interventi su edifici storici, dove alla ricerca di soluzioni innovative sul piano architettonico, museografico e tecnologico si deve affiancare un progetto conservativo.
Perciò la gara per palazzo Citterio presenta motivi di interesse molteplici.
Il primo è la scelta della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia di operare nel segno della qualità ed efficienza. Da qui nasce il ricorso ad una gara di progettazione e realizzazione che consente di coniugare il confronto progettuale con le esigenze dell’operatività diretta (il rispetto del tetto di spesa, il controllo dei tempi, la cantierabilità). Il secondo nasce dalla destinazione degli spazi alle collezioni del Novecento della Pinacoteca e ad altre importanti funzioni museali. Una destinazione prevista fin dall’origine ma che, in questa formulazione attuale, esalta finalmente il ruolo urbano dell’edificio e ne valorizzerà il legame con gli altri poli del sistema “Grande Brera” grazie alla auspicabile connessione fisica con l’Orto botanico che in prospettiva sarà possibile attraverso gli spazi verdi del giardino.
Il terzo infine discende dalle modalità della gara, dal confronto tra i progetti. A partire da un puntuale preliminare redatto da Alberto Artioli e Annamaria Terafina della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano, che delimita con precisione quanto fare, si chiedeva ai concorrenti di ridare senso agli spazi, risignificare i volumi valorizzando l’impianto settecentesco, le decorazioni e gli stucchi dell’Ottocento, il cemento degli anni settanta, il non finito di Stirling. E anche di ripristinare il giardino, alludendo alle forme originarie e ai manufatti preesistenti.Si chiedeva in sintesi di affrontare il problema delicato e molto contemporaneo di come intervenire per riannodare le molte storie presenti in un edificio storico e di quali sono le strade praticabili per attuare un costruttivo dialogo tra antico e nuovo, senza essere invasivi e ridondanti.
Le soluzioni proposte nei progetti sono state assai diverse, tutte di significativo interesse e molto studiate.
Per darne conto dal 21 gennaio fino al 16 febbraio 2014, negli spazi messi generosamente a disposizione nella Triennale di Milano grazie alla collaborazione del presidente Claudio De Albertis e del direttore generale Andrea Cancellato, si è voluta organizzare una mostra degli elaborati concorrenti. Mostra che, in virtù di analoga disponibilità del Presidente Giovanna Melandri e del Direttore del Maxxi 
Architettura Margherita Guccione sarà successivamente ospitata a Roma al MAXXI dal 6 al 30 marzo 2014.
Oltre il breve tempo delle esposizioni resterà un volume, edito da Skirà grazie al pieno appoggio di Massimo Vitta Zellman, dove confluiranno, arricchiti da introduzioni che contestualizzano i lavori, le immagini dei progetti presentati.
Pubblicazione e esposizioni vogliono essere un segnale di trasparenza sulle complesse procedure della gara, ma soprattutto intendono integrare informazione, comunicazione e promozione sul progetto complessivo, così da sostenere un ruolo attivo della collettività nella realizzazione di quello che dovrà confermarsi un insostituibile polo museale nazionale e di crescita culturale per la città di Milano. 

Triennale
viale Alemagna 6, Milano
Dal martedì alla domenica ore 10.30 - 20.30 e giovedì ore 10.30 - 23
Ingresso libero
Fino al 16 febbraio 2014