Pubblicato il 26 febbraio 2019

Ottavio di Blasi & Partners si prepara a firmare la nuova Stazione Marittima di Messina

Un volume vetrato sormontato da un’ampia copertura ondulata: questo il progetto dello studio milanese per il nuovo Terminal Marittimo di Messina, un importante intervento architettonico e urbanistico che si propone non solo come elemento di mediazione tra il tessuto urbano e l’elemento marino ma anche come nuova linfa in termini di marketing territoriale e di business per il settore commerciale cittadino.
A caratterizzare il progetto sarà una copertura ondulata e immediatamente riconoscibile, che darà riparo ad una superficie di circa 1.800 metri quadrati.  
Parola d’ordine del progetto: “leggerezza”, elemento ricercato attraverso la trasparenza del vetro, l’utilizzo di pilastri a cavalletto e il posizionamento di una spina centrale ribassata di volumi tecnici che metterà in risalto la plasticità e la flessuosità dell’ambiente. 

La struttura è totalmente realizzata a secco e sorgerà in tempi molto rapidi, solo una decina di mesi di cantiere per la costruzione. Non ci sono le fondazioni né saranno effettuati scavi, la struttura portante sarà inghisata direttamente alla banchina del porto per mezzo di tasselli chimici. Operazione possibile grazie all’utilizzo del legno lamellare, che apporta contemporaneamente leggerezza e resistenza alle azioni sismiche” – ha raccontato l’architetto Ottavio Di Blasi – “L’aspetto dell’edificio è molto flessuoso, come un’onda marina, un dinamismo ottenuto con una geometria molto semplice, grazie alle travi tutte rettilinee”. 

Ma la Stazione non assolverà solo alla funzione infrastrutturale: i progettisti, infatti, hanno concepito la struttura in modo tale da poter essere un elemento vivo nella città anche durante il periodo invernale. 
Al suo interno troverà posto un’area polifunzionale destinata a mostre, eventi e convegni con una capienza di circa 250 persone, alla quale sarà affiancata un ristorante direttamente affacciato sul bacino del porto. 

Crediti fotografici: ODB – Ottavio di Blasi & Partners