Modulo.net intervista l'architetto Vittorio Grassi

Modulo.net: Una carriera consolidata presso lo studio Renzo Piano building Workshop. Cosa è rimasto nella sua attuale pratica professionale dell’esperienza che ha maturato presso il maestro? Vittorio Grassi: Nove anni di lavoro presso lo studio Renzo Piano Building Workshop hanno certamente condizionato la definizione di una metodologia di lavoro. Quello che ho sicuramente conservato dell’esperienza conseguita presso il maestro è l’aspetto totalizzante di ricerca: per arrivare alla soluzione finale di un progetto, cerco di impiegare tutte le risorse disponibili per definirne la forma ed il suo funzionamento. Modelli, schizzi, disegno CAD, modellazione parametrica, sono solo strumenti che utilizziamo per giungere alla meta; con questo significa che cerchiamo di sviluppare ogni volta una ricerca complessa e globale senza rinunciare ad indagare e percorrere tutte le strade. E’ un lavoro che richiede sicuramente tempo e risorse ma produce una forte consapevolezza del progetto, tracciandone una metodologia solida. Modulo.net: Come conseguite l’integrazione di competenze necessarie alla definizione di un progetto? Avete un team eterogeneo o vi avvalete di consulenze professionali? Vittorio Grassi: Dall’esperienza maturata negli anni ho conservato la collaborazione con alcuni studi che lavorano con continuità con noi. L’integrazione con alcune realtà con cui cooperiamo da anni garantisce sicuramente un’ottima riuscita progettuale tanto che, per quanto siamo dotati di professionisti eterogenei presso la nostra sede, possiamo dire di aver conquistato una situazione assolutamente stabile di collaborazione e di fiducia. Modulo.net: Come e con quali tempistiche utilizzate, nella definizione progettuale, la tecnologia PBD (Performance-Based Design)?Come avete declinato questo strumento per il Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme? Vittorio Grassi: La tecnologia parametrica PBD (Performance-Based Design) è uno strumento assolutamente avanzato, certamente più flessibile del BIM (Building Information Modelling). Il software consente di essere adattato a seconda delle esigenze: si possono modificare od inserire nuovi parametri, coordinandolo così perfettamente alle necessità dello studio, o, nel dettaglio, di un progetto. Le forme complesse del Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme sono state gestite, a seguito della fase preliminare, grazie a questo strumento che garantisce un perfetto controllo dei quantitativi, delle geometrie degli elementi e quindi del costo complessivo dell’opera in modo che in cantiere non intervengano, o intervengano il meno possibile, variazioni. E’ un elemento assolutamente utile, inoltre, per comunicare con le aziende incaricate di fornire il materiale o con la committenza che pretende una supervisione totale. Modulo.net: Come impostate il rapporto con le aziende affinché partecipino all’innovazione del progetto? Vittorio Grassi: In Italia la relazione tra progettisti ed aziende è certamente molto forte poiché l’architettura è in gran parte realizzata con elementi fuori standard, messi a punto grazie ad una reciproca collaborazione. Una situazione che differisce fortemente, ad esempio, dagli Stati Uniti, dove l’eccezione non è presa nemmeno in considerazione. Qui il fatto di costruire con pezzi speciali non comporta un cambiamento di costo sostanziale rispetto al fatto di adottare quelli già in commercio; ed oltretutto le aziende sono spesso inclini ad assecondare le esigenze dell’architetto poiché per loro rappresenta un modo per distinguersi. Le società che realizzano materiali edili sono quasi sempre dotate di una persona incaricata a raccogliere e valutare i nuovi pezzi da realizzare, per supportare il progettista nella messa a punto della soluzione che meglio risponda alla sua idea. Per il Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, ora in fase di progettazione esecutiva, abbiamo pertanto incontrato quattro aziende in modo da poter avere una panoramica delle offerte possibili tra cui scegliere. Ma questo è successo anche per il Ristorante Aziendale Zambon, la nostra prima opera costruita. Modulo.net: Come state affrontando le disposizioni normative del cosiddetto “quasi zero”? Come queste regole modificano la progettazione? Vittorio Grassi: Rispetto agli anni ’90, attualmente i concetti di sostenibilità improntano necessariamente la progettazione e i sogni “green” di soli vent’anni fa sono entrati a far parte di una pratica comune e condivisa. Questo è tanto più accentuato nel settore residenziale e terziario, dove il raggiungimento di elevati standard di efficienza energetica e sostenibilità è relativamente facile. La nostra progettazione spinge, se si può dire, al “buon senso” nei termini di limitazione dell’impatto ambientale, ma vorrei spiegare meglio questo concetto. Riprendendo l’esempio del Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, il criterio di progettazione ha perseguito una drastica riduzione dei consumi energetici con strategie piuttosto inusuali: la dotazione impiantistica non è stata dimensionata in base alle temperature di picco annuali ma piuttosto  su una media climatica. Questa scelta rende improprio l’uso del complesso sportivo durante il giorno nei mesi di luglio agosto, che invece può essere aperto la sera. La committenza è stata concorde con la proposta, che porta ad una riduzione significativa dei consumi di riscaldamento e di raffrescamento poiché, come già indicato, gli impianti sono molto più ridotti. Inoltre, il confort per gli utenti è stato previsto “a zone”: possono essere resi disponibili, separatamente, i condotti dell’aria del campo principale, che vedono la definizione di un “lago” ventilato a bassa velocità per chi gioca; i condotti posizionati nelle prime venti gradinate, che hanno l’effetto di raffreddare o riscaldare la platea in cls che a sua volta irradia, rispettivamente, calore o frescura; infine i condotti delle parti accessorie e di servizio che funzionano autonomamente. Pur non avendo l’obiettivo di un protocollo, il progetto garantisce un elevato grado di efficienza energetica, riducendo le emissioni di anidride carbonica.