Milano - Tall Buildings Urbanism

La sesta conferenza Tall Buildings, organizzata dal professor Aldo Norsa e promossa dall’Università Iuav di Venezia con il Politecnico di Milano, il patrocinio del Ctbuh (Council on Tall Buildings and Urban Habitat) e il supporto di CityLife, è giunta ormai alla sua sesta edizione. Un successo confermato dai tanti relatori italiani e stranieri (17 per la precisione) che hanno arricchito la giornata di contenuti di alto profilo tecnico e attualissime esperienze progettuali, oltre che dal numeroso pubblico che ha riempito la sala convegni appositamente approntata da CityLife. 
I temi affrontati dalla conferenza sono stati molti e hanno incluso dalle questioni più tecniche/tecnologiche che la costruzione di un edificio alto mette in campo fino alla difficile integrazione urbanistica dei grattacieli nella città storica europea. Quest'anno la conferenza è stata suddivisa in due sessioni. 

La sessione mattutina ha inquadrato la progettazione di nuovi edifici alti, mentre la sessione pomeridiana è stata dedicata ai casi di recupero di quelli esistenti. 
Protagonisti dell’edificazione ex-novo sono stati gli interventi di Milano CityLife e Porta Nuova, ma con numerose incursioni in altre importanti città mondiali. Un discorso preliminare sullo sviluppo delle città in altezza è stato fatto da John Jorio (J&A), che ha ricordato al pubblico che già nelle città più antiche della storia – come Gerico, Aleppo ed Uruk – fossero comparse architetture alte, altissime, addirittura rilievi artificiali come vere e proprie colline emergenti dalla pianura, al fine di dare monumentalità e riconoscibilità alla visione della città sullo sfondo del paesaggio naturale. Ciò è valso a dire che tanto antica è l'organizzazione urbana, altrettanto lo è la necessità delle società di "rappresentarsi in altezza". 
Sul fronte dell'impatto urbano degli edifici alti Ennio Brion (Iper Montebello) e Andrea Rolando (Politecnico di Milano) hanno restituito con i loro interventi un quadro significativo sull'importanza dell'analisi e della progettazione urbana quando si trattano edifici fuori scala rispetto al contesto (come i grattacieli nelle città europee). 
Questioni dallo spiccato contenuto tecnico-specialistico sono state affrontate dal Gianfranco Ariatta che ha esposto la progettazione impiantistica mep per la prima torre di CityLife (Torre Allianz di Arata Isozaki), da Mauro Eugenio Giuliani (Redesco) che ha discusso tutte le sfide delle strutture portanti per la seconda torre di CityLife (Torre Generali di Zaha Hadid) e di Giuseppe Dibari (Deerns) che ha parlato dell'ottimizzazione degli spazi per i locali tecnici di Porta Nuova Isola. 
Un'interessante incursione sui temi della qualità degli interni degli edifici alti è stata fatta da Lukasz Platkowski (Gensler) che ha raccontato come oggi il requisito dell'ottimizzazione dello spazio del lavoro sia irrinunciabile per gli sviluppatori. Sulla scorta della progettazione di interni l'architetto Patricia Viel ha parlato di grattacieli di nuovissima generazione a New York: un nuovo (e quanto mai lussuoso!) trend della Grande Mela è la costruzione di edifici alti residenziali estremamente snelli, in cui il rapporto service core-superficie servita risulta completamente alterato a favore delle dimensioni del primo. Si tratta di un'operazione commerciale dove l'efficientamento è evidentemente molto basso e dove, fra i numerosi parametri di qualità, è inclusa l'esclusivissima vista che ciascun alloggio ha verso l'esterno. 
La descrizione da parte di Bernardo Fort Brescia (Arquitectonica) delle torri residenziali di Porta Nuova, comparate con soluzioni di successo in varie parti del mondo, ha chiuso la sessione mattutina. 

Nella sessione pomeridiana, due relatori si sono occupati di due casi di restauro di edifici alti molto significativi. Gary Steficek (Gms) ha raccontato il restauro del Woolworth Building, costruito nel 1913, edificio più alto al mondo del tempo e cattedrale del commercio. A seguire Maria Antonietta Crippa (Politecnico di Milano) ha raccontato, accompagnata da molte suggestive fotografie, il restauro del grattacielo Pirelli, rivivendo con il pubblico i momenti salienti della storia dell'edificio e dell'intera vicenda del restauro. E poi alcuni aspetti curiosi, fra cui la produzione delle nuove tesserine delle facciate, realizzate dopo tante ricerche nel Sud-est asiatico, perché in Italia nessun produttore è stato disposto ad attivare la produzione per questo singolo progetto (tesserine il cui incollaggio alla facciata è stato risolto da Mapei), sottolineando come la globalizzazione riguardi anche produzioni "proto-artigianali/industriali", nonostante l'eccellenza italiana nell'ambito dell'artigianato. 
Leonardo Cavalli ha riportato l'attenzione sulla qualità degli spazi aperti urbani, descrivendo il progetto del grande parco di CityLife da lui disegnato insieme a Gustafson Porter a seguito della vittoria in un concorso a cui hanno partecipato più di 70 proposte, e Alberto Ferrari (Ramboll Uk) ha affrontato il complesso tema della progettazione di facciate efficienti negli edifici alti portando lo specifico esempio della ristrutturazione e rifunzionalizzazione del grattacielo Galfa a Milano. Ancora la mobilità verticale è stata oggetto dell'intervento di Italo Savastano (Otis) che ha inquadrato il ruolo dell'ascensore nella ristrutturazione degli edifici. 
Due sono stati gli interventi di ricerca: uno di Dario Trabucco e uno di Elena Giacomello (Università Iuav di Venezia). Il primo ha esposto gli esiti di una ricerca durata due anni sul Life cycle thinking nella progettazione degli edifici alti. La seconda ha esposto i risultati di un'analisi dell'involucro vegetale del Bosco Verticale, ricerca applicata condotta durante le ultime fasi di cantiere.
La sessione pomeridiana e la giornata sono state chiuse da Daniel Libeskind che ha raccontato con molto trasporto della sua passione per l'Italia e in particolare per Milano scelta come luogo per risiedere nella seconda metà degli anni ’80 quando ancora non era un architetto affermato a livello internazionale. Con spontaneità e franchezza ha ripercorso per tappe la sua carriera sottolineando come gli edifici alti rappresentino il cardine del suo mestiere, possiamo dire il suo core business, ma anche la più autentica delle sue passioni. 

I partecipanti si sono allora trasferiti all’inaugurazione della piccola mostra “Milano –Tall Building Urbanism - the New Skyline”, all’Urban Center (Galleria Vittorio Emanuele II), evento collegato alla 21° Triennale di Milano, a cura di Aldo Norsa (Università Iuav di Venezia) e Filippo Orsini (Politecnico di Milano). L’inaugurazione è avvenuta con discorsi colti dell’assessore all’Edilizia Privata e all’Urbanistica del Comune di Milano, Alessandro Balducci, del membro del comitato scientifico della 21° Triennale di Milano, Pierluigi Nicolin e del docente dell’Iuav e polemista dell’architettura, Valerio Paolo Mosco.  
Un ultimo appuntamento dopo l'Urban Center è stata la salita sulla copertura della Galleria Vittorio Emanuele II, dove i partecipanti hanno ammirato Milano "da un alto punto di vista" percorrendo una passerella riaperta al pubblico in occasione di Expo chiamata “Highline Galleria”. 

(Aldo Norsa/ Elena Giacomello 3.5.2016)
Progettista: STUDIO LIBESKIND
Categorie: Eventi