La "Maidan Tent", una possibile risposta

Oggi in Grecia ci sono numerosi insediamenti informali popolati da circa 45.000 persone in attesa di asilo politico, secondo i dati riportati dall’UNHCR - Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Nell’attesa che i confini siano riaperti, i richiedenti asilo risiedono nelle aree designate dal governo. Il progetto della "Maidan tent" mira a fornire alle persone uno spazio pubblico nel quale possano radunarsi e svolgere attività di tipo sociale. La "Maidan tent", certificata ISO, è una grande tenda concepita come una piazza pubblica coperta, capace di accogliere oltre 100 persone contemporaneamente, larga 19,50 metri e con una superficie di 200 metri quadrati. I materiali scelti sono l’alluminio per la struttura e un tessuto resistente all’acqua, al vento e al fuoco per la copertura. Facile da montare e smontare, trasportabile, durevole, di agevole manutenzione grazie alle componenti standardizzate, è articolata in modo tale che al suo interno gli spazi siano separati. Lo spazio circolare è suddiviso in otto settori ognuno dei quali, a sua volta, prevede due aree concentriche. Il centro della struttura, dedicato all’incontro, è delimitato da un anello di ulteriori spazi semi-privati dove le persone possono svolgere le proprie attività in un’atmosfera più intima. «Abbiamo scelto questa forma proprio perché è diversa da una tenda convenzionale. Il nostro obiettivo è quello di creare uno spazio pubblico, non una grande casa, con una forma appropriata che risponda a esigenze di tipo psicologico, oltre che formali», spiegano i progettisti. La struttura è stata progettata tenendo presente quindi alcuni aspetti di tipo psicologico: 1) la forma circolare, aperta su tutti i lati, invita le persone da qualsiasi direzione queste provengano, 2) la suddivisione in zone di diverso tipo consente altrettanti modi di stabilire relazioni, legate, queste ultime, alla personalità e allo stato d’animo dei singoli individui, 3) lo spazio multifunzionale è flessibile e può essere adattato velocemente in funzione delle diverse esigenze. La "Maidan tent" può essere allo stesso tempo uno spazio dove ricevere cure mediche e psicologiche, un playground per i bambini, un luogo di raccolta dove poter mangiare insieme, acquistare e vendere beni, imparare e insegnare, pregare, interagire, confrontarsi, scambiare idee. 

Progetto: Maidan tent (campo profughi di Ritsona, Grecia) 
Committente: ECHO 100Plus NGO 
Progettisti: Bonaventura Visconti di Modrone, Leo Bettini Oberkalmsteiner 
Collaboratore: Simon Kirchner 
Strutture: Studio Serventi, Federico Bormetti (Arup Community Engagement)
Imprese: Nasoallinsù (telo gonfiabile), Varese; Bleach A (componenti metalliche), Peisching (Austria) 
Con il Patrocinio di: OIM - Organizzazione Internazionale per le Migrazioni Agenzia Collegata all’ONU 
Con il sostegno di: Arup Community Engagement 
Partner: Catharina Kahane, presidente di Echo 100Plus NGO; Giulia Clericetti, I AM YOU, NGO; Cristina Cappelletti, presidente Maisha Marefu Onlus 
Consulenza per gli aspetti psicologici: Giuliano Limonta, direttore del Dipartimento di salute mentale Asl di Piacenza 
Grafica: Giovanni Dufour 
Exhibition Producer: Clementina Grandi 
Cronologia: progetto / 2016, fine cantieri / 2017 
Dimensioni: superficie 200 mq 
Importo lavori: € 50.000 
Rendering: Filippo Bolognese, Simon Kirchner
Categorie: Architettura