Pubblicato il 30 aprile 2014

LEGNO PREFABBRICATO "TAYLOR MADE" Prestazioni acustiche

La scelta e la definizione di soluzioni per chiusure e partizioni ad elevate prestazioni acustiche non è di per sé sufficiente a garantire il pieno rispetto dei requisiti acustici di un edificio così come richiesto dal DPCM 5/12/1997. Molteplici sono gli aspetti da considerare, dalla presenza di superfici finestrate (con relativa interfaccia con la parete di chiusura), ad elementi impiantistici (scatole elettriche, corpi illuminanti, aperture di ventilazione, etc.), che possono incidere, in modo anche significativo, sul raggiungimento delle prestazioni desiderate. 
Mentre le chiusure realizzate con pannelli in CLT sono dotate di una buona massa superficiale (in questo caso i punti critici sotto l’aspetto acustico sono le giunzioni tra pannelli, in cui è necessario inserire materiali e nastri sigillanti comprimibili), per le pareti leggere pluristrato, non è la massa della chiusura ad avere un peso fondamentale sul valore del potere fonoisolante, bensì il funzionamento del sistema massa-“aria”-massa. La prestazione della chiusura è legata infatti ad un meccanismo dinamico basato sul principio della risonanza: la parete si può paragonare ad un sistema meccanico costituito da due masse collegate tra loro da una molla che, se sottoposto ad un’eccitazione con frequenza pari alla propria, entra in risonanza. Quando la frequenza principale dell’onda sonora incidente è superiore alla frequenza di risonanza del sistema, l’elasticità della “molla d’aria” smorza le vibrazioni da una massa all’altra ed il potere fonoisolante ne risulta sensibilmente incrementato. Per progettare dal punto di vista acustico una parete leggera occorre considerare quindi tre parametri fondamentali: spessore e tipologia di lastre di rivestimento (che possono essere applicate in uno o più strati accoppiati), spessore dell’intercapedine (variabile in funzione del tipo di orditura metallica di sostegno) e tipo di coibentazione presente nell’intercapedine stessa. La scelta del materiale isolante da inserire in una soluzione di chiusura o partizione interna è pertanto uno dei fattori che incide maggiormente sul raggiungimento di adeguati livelli di comfort acustico. Gli isolanti di tipo fibroso (lana di roccia, fibra di legno, etc.) hanno un buon comportamento fonoassorbente, che dipende dalla frequenza del suono: sovrapponendo due strati fibrosi di diversa densità è possibile ottenere un buon comportamento acustico a diverse frequenze. 
Particolare attenzione va prestata ai punti di interfaccia tra più elementi che separano diversi ambienti: i test di laboratorio non considerano infatti la trasmissione laterale del suono (flanking transmission) ed è pertanto consigliabile individuare in sede di progetto delle soluzioni in grado di garantire prestazioni superiori a quelle minime richieste. Soluzioni di dettaglio perimetrale non efficaci sotto questo aspetto possono ridurre significativamente le prestazioni in opera di partizioni potenzialmente in grado di offrire un buon comportamento acustico. A tal fine è opportuno inserire strati intermedi resilienti fra elementi costruttivi di pareti e solai.
Onde migliorare le caratteristiche generali di comportamento acustico e di ridurre la trasmissione di vibrazioni è opportuno che tra gli elementi strutturali e gli altri elementi costituenti l’edificio vengano inseriti appositi cuscinetti di materiale elastico, in grado di ridurre la propagazione di rumori e vibrazioni. 
Le prestazioni acustiche di un tipico solaio in legno dipendono fondamentalmente dalla scelta della corretta stratigrafia del pacchetto, dalle proprietà dei materiali, dallo spessore e dalla modalità di collegamento tra gli strati, oltre che dei dettagli costruttivi. 
Per la riduzione della trasmissione sonora da calpestio vengono comunemente utilizzate le cosiddette pavimentazioni galleggianti. Tale soluzione consiste in una massa, cioè il massetto di allettamento (a secco o a umido) più la soprastante pavimentazione, separata dal solaio attraverso uno strato continuo di materiale resiliente. Fisicamente la struttura è analoga a un sistema smorzato massa-molla , caratterizzato da una propria frequenza di risonanza. Affinché un pavimento galleggiante possa offrire un buon isolamento è necessario che la sua frequenza di risonanza sia bassa, che la massa galleggiante sia molto pesante (cosa che tuttavia mal si concilia con le strutture in legno, il cui pregio è la leggerezza e la posa a secco) e che sia ridotta la costante di smorzamento del sistema, in modo che il fenomeno vibratorio tenda a dissiparsi velocemente al suo interno anziché trasmettersi alle strutture di contorno. 
Soluzioni tradizionali con riempimento dello strato di distribuzione impiantistica con graniglia di marmo e materassino elastomerico soprastante presentano una prestazione, per quanto concerne l’isolamento acustico da rumore aereo, di medio livello. Di contro la soluzione non è altrettanto performante per quanto concerne l’indice di riduzione del rumore da calpestio.
L’idea base di alcune tra le soluzioni più innovative è quella di sostituire il pacchetto di finitura del solaio con un sistema di bassa rigidità dinamica e di costo contenuto, oltre che di notevole velocità e semplicità di posa, creando al contempo un’intercapedine sottopavimento sfruttabile, qualora fosse necessario, per la distribuzione delle principali dorsali impiantistiche. 
Tali sistemi prevedono l’impiego di supporti discreti in materiale elastomerico che consentono di ottenere una disconnessione meccanica in grado di migliorare sia la prestazione di isolamento aereo che quella di isolamento al calpestio, con costi paragonabili a quelli di un buon materassino in opera. Il sistema è estremamente flessibile: nel caso in cui si volesse incrementare lo spessore dell’intercapedine basterebbe aumentare lo spessore del supporto ligneo, se al contrario lo si volesse diminuire occorrerebbe ridurre lo spessore del materiale elastomerico fino al limite inferiore di tre centimetri di spessore. 

da Modulo 388