Legislazione - Cna: niente ”split payment” e -50% Imu alle imprese

Alcune delle idee per la riduzione della pressione fiscale.

"Eliminare" lo 'split payment' ed il 'reverse charge' (i due meccanismi introdotti dalla Legge di Stabilità 2015, ndr) "con l'avvio della fatturazione elettronica", rivedere ed unificare i vari 'fondi taglia tasse' nell'ambito della riforma fiscale. E, ancora, "ridurre del 50% l'Imu sugli immobili strumentali delle imprese". Sono alcune delle richieste che la Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, ha espresso questa mattina, alle Istituzioni, nel corso del convegno 'Comune che vai, fisco che trovi'. Nel corso dell'evento è stato diffuso un dossier sulla tassazione delle Pmi in Italia, giunta nel 2014 complessivamente al 62,2%. Urgente, secondo l'organizzazione, anche "rendere l'Imu completamente deducibile dal reddito d'impresa e dall'Irap", nonché "modificare il regime dei minimi e tassare solo 'redditi' effettivamente incassati". Per Daniele Vaccarino, presidente della Cna, "particolarmente odiosa" è la tassa "che oggi chiamiamo Tari, quella sui rifiuti: il fatto che sulle imprese gravino da un lato tutte le spese riguardanti i cosiddetti 'rifiuti speciali', e che il pagamento si basi sui metri quadri e non sui rifiuti effettivamente prodotti" è qualcosa su cui "vogliamo assolutamente un intervento di modifica", ha concluso il vertice della Confederazione. (ANSA).

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