Le Officine Grandi Riparazioni riqualificate da Fondazione CRT

Le OGR – Officine Grandi Riparazioni – di Torino sono state riaperte lo scorso 30 settembre al termine di un cantiere durato mille giorni e costato cento milioni di euro, investiti dalla Fondazione CRT
Importante luogo della storia industriale del capoluogo piemontese, l’officina per la riparazione dei treni comprendeva un maestoso edificio a forma di H di circa 20.000 metri quadri di superficie per 16 metri di altezza, le palazzine degli uffici e tutte le aree circostanti. La Fondazione CRT si è avvalso della collaborazione di studio professionali di architettura ed ingegneria, tra cui Boffa Petrone & Partners e Building Engineering. L’obiettivo della riqualificazione era quello di inserire le OGR in un contesto internazionale, visto anche il luogo in cui il complesso è inserito: a poche centinaia di metri vi è la stazione ferroviaria dell’Alta velocità di Porta Susa, il Politecnico di Torino, l’Energy Center, importanti poli privati di ricerca, istituzioni culturali di eccellenza ed il centro congressi. Pur mantenendo l’identità storica di ‘Officina’ – legata quindi all’architettura di tipo industriale - esse dovevano divenire luogo della “fabbricazione” delle idee in campo artistico, scientifico, tecnologico, enogastronomico (con attività di somministrazione di food&beverage). 

Dal punto di vista architettonico ed edilizio, i nuovi interventi salvaguardano ovunque la percezione dei grandi volumi e delle grandi altezze, mostrando un impatto minimo sulla struttura originale. Da questi principi di partenza i progettisti hanno sviluppato soluzioni ad alto contenuto tecnologico, sostenibili, flessibili e modulari. 
In particolare, l’intervento ha previsto la creazione di due piazze pubbliche legate alle Officine: in corrispondenza delle due aree sono state ritrovate due vasche interrate contenenti residui del passato industriale dell’area, bonificate e messe in sicurezza prima dell’inizio dei lavori. Le due piazze comprendono, nel nuovo progetto, la Corte Est, affacciata su corso Castelfidardo, con istallazioni pubbliche ed elementi che richiamano le vecchie rotaie ferroviarie e le locomotive dei treni, e la Corte Ovest, su via Borsellino, nata per ospitare eventi, spettacoli, esposizioni, ristorazione. 
Per quanto concerne gli spazi interni, l’area complessiva di circa 9.000 mq è stata concepita come un ambiente polifunzionale che ospiterà eventi culturali temporanei, quali mostre, spettacoli, concerti, conferenze. Nello specifico, le Officine nord accoglieranno le arti visive, workshop e conferenze, la Sala Fucine le arti performative. Le Officine sud saranno attraversate da una lunga passeggiata di 200 metri. Quest’area è composta da un’ampia navata centrale e due ali laterali in cui ambienti vetrati open space sono destinati ad uffici su due piani per circa 500 persone. Il Transetto, tra le Officine Nord e Sud, è configurato come uno spazio di 2.000 mq con mezzanino dal nome Snodo. Esso è lo spazio dedicato all’enogastronomia piemontese e comprende due ristoranti, un’area lounge a soppalco, un cocktail bar ed uno smart bar. 

La riqualificazione delle OGR è stata un’impresa complessa, per i vincoli architettonici e storico-artistici esistenti, il degrado diffuso della struttura abbandonata, l’estensione e le peculiarità del sito - caratterizzato da fattori di inquinamento ambientale e bellico - e la molteplicità delle destinazioni d’uso e delle tipologie di utenti.

Crediti fotografici: Daniele Ratti
Categorie: Architettura