Le Corbusier's Secret Laboratory


Con un lavoro progettuale assolutamente innovativo che ha saputo influenzare la pianificazione urbana, la proposta tipologica, il fare compositivo, il rapporto con il territorio, l’utilizzo dei materiali, Le Corbusier ha consegnato un’eredità sostanziale, difficilmente attribuibile ad un solo settore di intervento. Urbanistica, architettura, arte sono alcuni dei campi che il maestro svizzero ha percorso, assecondando una professionalità eclettica che ancora oggi non è sufficientemente compresa in tutte le sue sfaccettature. Per approfondirne la figura eterogenea il Moderna Museet di Stoccolma ha ideato la mostra “Le Corbusier’s Secret Laboratory”, aperta il 17 gennaio 2013 e in programma sino al 18 aprile 2013, che focalizza la multidimensionalità dell’opera di Charles-Edouard Jeanneret: sculture e dipinti che raramente appaiono divengono il punto di partenza per una nuova prospettiva,  per analizzare la tensione oscillante tra il desiderio di celebrazione di oggetti meccanici e la ricerca di forme poetiche.
Il percorso espositivo, assemblando materiale vario, è organizzato in cinque sezioni tematiche che trattano le principali tappe del suo lavoro: la sua pittura purista e le ville del 1920, la riscoperta dei valori vernacolari nel 1930, la sua preoccupazione per la sintesi delle arti dopo il 1945, i dettagli paradossali della sua opera tarda. Inoltre, particolare attenzione è dedicata al rapporto di Le Corbusier in Svezia, di cui viene analizzato  il piano territoriale di Stoccolma (1933) e il Museo per la raccolta Ahrenberg (1962).  
Curata da Jean-Louis Cohen, prolifico autore di libri su Le Corbusier, la mostra è parte di una serie di eventi culturali legati all’architetto svizzero che culmineranno nella rassegna “Le Corbusier. Paesaggi per l’età della macchina”, prevista al Museum of Modern Art di new York a giugno 2013.