Pubblicato il 30 gennaio 2019

L'Architettura che verrà: i progetti più attesi del 2019

Se il 2018 ha segnato un anno importante sul fronte architettonico, tra nuove realizzazioni e intensi progetti di rigenerazione urbana, quest’anno le aspettative si alzano ancor più con interventi di forte impatto culturale e sociale ma anche veri e proprio landmark che segneranno lo skyline delle nostre città.
Tra poli culturali, educativi ed headquarters a segnare una tacca importante per il 2019 sarà un intervento che è già stato ribattezzato come “stairway to nowhere”. Stiamo parlando del progetto Vessel del londinese Thomas Heatherwick, fondatore di Heatherwick Studio, conosciuto internazionalmente per progetti come il Zeitz Mocaa, il più grande museo al mondo dedicato all’arte contemporanea dell’Africa, e il recentissimo Coal Drops Yard di Londra. 

Si, perché proprio nel cuore di Manhattan, in un mega lotto di 45 ettari chiamato Hudson Yards, sta per essere completata un’architettura totalmente nuova, un edificio-scultura che non ha altra funzione se il semplice mettere in mostra sé stesso. Ispirato alle strutture dei tradizionali pozzi indiani, Vessel si configura come una torre svasata senza tetto costituita da ben 154 corpi scala connessi fra loro che intersecandosi delimitano 80 piattaforme panoramiche da cui osservare la città.  

Un progetto dunque molto atteso, interessante e ricco di polemiche, in cui la ricerca dell’estetica e della plasticità va oltre la funzione, quest’ultima intensa non solo come mero programma ma anche come vocazione sociale per una nuova rigenerazione urbana. 

A questo nuovo e indiscutibile futuro landmark seguono diversi interventi che spingono invece sulla cultura come motore propulsore per la rigenerazione. Sempre a Manhattan, proprio accanto Vessel, lo studio Diller Scofidio + Renfro è alle battute finali con il progetto The Shed, primo centro multi-artistico della città di New York. 

Spettacoli, concerti, mostre, installazioni multidisciplinari potranno svolgersi simultaneamente all’interno di una struttura estremamente flessibile e adattabile. L’edificio, infatti, alto otto piani e posizionato alla base del grattacielo residenziale 15 Hudson Yards, realizzato dagli stessi progettisti e recentemente completato, sarà dotato e caratterizzato da un guscio esterno retrattile che, montato su binari di circa 40 metri di lunghezza, potrà all’occorrenza scorrere e coprire la piazza adiacente dando vita a una sala coperta aggiuntiva per spettacoli dal vivo o altri eventi.  

Sempre negli Stati Uniti, questa volta a Los Angeles, a poca distanza dal LACMA – Los Angeles County Museum of Art, sta per essere completato anche il progetto per l’Academy Museum of Motion Pictures, il più grande museo al mondo dedicato alla storia del cinema firmato dallo studio Renzo Piano Building Workshop. Qui, una grande struttura sferica vetrata situata accanto all’edificio di fine anni Trenta di May Company, che verrà inglobato nel progetto, diventerà un punto di riferimento dedicato all’esplorazione dell’arte e della scienza dei film e del cinema. 

A Hong Kong, invece, all’interno del West Kowloon Cultural District, un centro per la cultura e le arti visive e scientifiche realizzato su progetto di Foster+Partners, lo studio svizzero Herzog & de Meuron si prepara ad aprire l’M+ Museum. Il complesso sarà caratterizzato da un’innovativa facciata con un sofisticato sistema di illuminazione LED integrato che ne permetterà la trasformazione in un enorme schermo urbano e ospiterà al suo interno spazi per la ricerca, uffici curatoriali, aree educative e una serie di spazi espositivi flessibili dando così vita a quello che sarà uno dei poli museali chiave nel panorama culturale e artistico asiatico. 

A proposito di facciate innovative, in Germania, lo studio olandese MVRDV è in dirittura d’arrivo con Werk12, un progetto di rinnovamento di un ex edificio industriale che verrà presto trasformato in un complesso trasparente e multifunzionale in grado di proporsi come elemento propulsore per il nuovo quartiere Werksviertel di Monaco. A caratterizzare l’edificio questa volta sarà il lettering “architettonico” che ne animerà il prospetto principale omaggiando sia la cultura dei graffiti sia l’uso estensivo della segnaletica del vecchio sito industriale in cui sorge. 

In Francia sarà invece il turno del MÈCA Cultural Centre di Bordeaux firmato dallo studio BIG - Bjarke Ingels Group. La Maison de l'Économie Créative et de la Culture en Aquitaine non solo riunirà al suo interno tre importanti istituzioni francesi per le arti visive in un unico edificio ma riqualificherà anche il sito degli ex macelli pubblici situati lungo la sponda del fiume Garonna. Un progetto culturale e di rigenerazione urbana di grande portata che mira a fornire alla città e alla regione un vero e proprio strumento per la promozione della cultura oltre i suoi confini. 

A Milano si attende la fine dei lavori per il nuovo Campus dell’Università Bocconi firmato dai giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa dello studio SANAA. All’interno dell’ex area industriale che un tempo ospitava la Centrale del Latte troveranno posto in una serie di volumi sinuosi la nuova sede della Sda School of Management, un centro sportivo e ricreativo, un edificio residenziale e un Recreation Center connessi fra loro da un grande parco pubblico. 

Sempre a Milano è previsto anche il completamento dei lavori per il nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano a cura di Ottavio di Blasi & Partners e Renzo Piano Building Workshop. L’intervento mira a valorizzare e sviluppare tre nuovi edifici che si affiancheranno agli elementi storici esistenti in un concept condiviso di “spazio di relazione” aperto alla cittadinanza. 

A questi poli educativi si affiancheranno nella città meneghina anche la nuova sede operativa UnipolSai Assicurazioni di Progetto CMR, un edificio rimasto incompiuto e abbandonato per anni che verrà trasformato in un esempio pratico e virtuoso di architettura green e sostenibile, e “The Corner”, il progetto di Atelier(s) Alfonso Femia (AF157) per la ristrutturazione dell’ex sede Generali che riporterà in vita l’edificio attraverso un gioco di contrasti visibile principalmente nelle facciate.  

A Torino, infine, sarà finalmente inaugurata anche la Sede Unica per la Regione Piemonte firmata da Studio Fuksas, un complesso che ospiterà in tre volumi differenti, identificabili come la torre, la corte interrata e un edificio autonomo, gli uffici della Regione, diversi servizi, un centro congressi, una mediateca e una biblioteca.