Pubblicato il 10 ottobre 2013

La Pietra Fluida: a Marmomacc per scardinare le logiche della tradizione

Quando un materiale ha una storia così ingombrante come il marmo è necessario cambiare il punto di vista per far sì che possa acquisire nuovi linguaggi, soprattutto quelli più vicini alla nostra contemporaneità. Un’intenzione resa ancora più complessa dal fatto che la storia del marmo sia sempre stata accompagnata da grandi avventure sul progetto, dall’antichità sino ad oggi.
Per questa ragione il progetto culturale La Pietra Fluida, presentata durante la manifestazione fieristica Marmomacc 2013, tenta di intraprendere un percorso diverso, capace di rinnovare il patrimonio simbolico consolidato. Da qui il concetto di fluidità, ovvero alleggerire l’immagine del marmo e interpretarlo come materiale del “divenire”, dove tutti i contrari trovano una propria armonia espressiva: vuoto e pieno, leggerezza e gravità, verticale e orizzontale, natura e cultura.
Utilizzando diversi linguaggi della comunicazione e della progettazione, i giovani progettisti chiamati – Andrea Gross Gaiani, Giulia Regalini, Ilaria Vergani Bassi, Beatrice Novara, Federico Elli, Attila Veress, Isacco Mantegazza, Enrico Carucci, Francesco Bencioni e Alice Schillaci – hanno presentato una propria impronta, scardinando la logica della tradizione.
Essere fluidi è infatti stato inteso come il poter rischiare percorsi nuovi e inediti: i dettagli e gli indizi molte volte sono in grado di farci intravedere il “nuovo”.

Immagine: Isacco Mantegazza - Margraf