Pubblicato il 23 maggio 2018

LA CITTÀ D’ACCIAIO, Mosca costruttivista 1917–1937

Mosca costruttivista 1917-1937 è da una parte costruire un piccolo archivio, dall’altro verificare come Mosca sarebbe cambiata se una delle tante sliding door della storia, fosse stata costruita dalle avanguardie.
mostra a cura di 
Luca Lanini (Università di Pisa) 
Fernanda De Maio (Iuav) 

inaugurazione giovedì 24 maggio, ore 10 
spazio espositivo “Gino Valle”
Cotonificio veneziano Dorsoduro 2196, Venezia apertura 

24 maggio > 8 giugno 2018
lunedì > venerdì, ore 9 >19


Gli edifici e i programmi per Mosca dell’avanguardia sovietica – costruttivismo, suprematismo, cubofuturismo, produttivismo, disurbanismo, etc – a cavallo degli anni ’20 e ’30 del Novecento sembrano tornare di continuo, quasi in maniera subliminale, nel tessuto della nostra esperienza quotidiana. 
Un’avanguardia che ha dispiegato i suoi effetti su tutto il ventesimo secolo e sta prolungando la sua straordinaria fascinazione anche nel nuovo. Soprattutto dal punto di vista dell’architettura e della città.

Cento anni non sono bastati a spegnere la meraviglia che ancora proviamo di fronte a questi progetti degli anni ‘20 e ‘30, come se si trattasse ormai di immagini profondamente tatuate sul corpo dell’architettura contemporanea. 

L’avanguardia sovietica non è né un’avanguardia perduta, né l’archeologia del socialismo, ma una tendenza che ancora oggi, per la sua radicalità e per la sua modernità senza tempo, si offre agli architetti contemporanei senza quasi bisogno di distanza storiografica e critica. Ed è, allo stesso tempo, un insieme di idee che ritroviamo in maniera pervasiva nella nostra vita: nelle architetture di Rem Koolhaas, di Zaha Hadid o di Steven Holl, nella grafica della copertina di un disco dei Franz Ferdinand, nel montaggio di un blockbuster di Hollywood. E in molto altro ancora. Perché la storia della Mosca delle avanguardie è la storia del nostro presente. Il senso della mostra La città d’acciaio. 

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