Intervista a Sandro Favero, F&M Ingegneria - Tecnologie e innovazione nel settore delle costruzioni

Modulo: Un leitmotiv delle interviste agli architetti e ancora di più a chi si occupa di engineering è rappresentato dal tema delle “tecnologie innovative”. Di recente abbiamo raccolto una voce fuori dal coro, cito Andrè Straja “Non mi piace molto parlare di “tecnologia innovative”, è uno schema mentale fasullo, l’architettura è poverissima rispetto ad altre competenze professionali. (…).
Qual è il suo pensiero? Quale innovazione è possibile nel campo delle costruzioni nel contesto contemporaneo? 

Sandro Favero: Concordo, l’Architettura attuale si avvale di materiali già noti e impiegati da tempo. Non si può parlare di “tecnologie innovative” in senso proprio. Gli stessi materiali, calcestruzzo, acciaio, mattoni non sono nuovi, rispetto a 10 anni fa, ma vengono utilizzati al meglio delle loro prestazioni. Attualmente utilizziamo al massimo livello le capacità dei materiali da costruzione, consueti nella tradizione edilizia ed architettonica consolidata. 
La vera innovazione è nel processo di costruzione che si è notevolmente evoluto, in particolare proprio nell’ultimo decennio. L’Architettura contemporanea e quella futura si confrontano quotidianamente con le nuove emergenti necessità: il controllo della qualità e il contenimento dei budget e la necessità di progettare in maniera sostenibile, cioè utilizzando tecnologie bio compatibili di riciclo e riuso.
Ora ed in futuro diverrà imperativo progettare edifici e le città applicando i criteri della sostenibilità.
 
Ogni contributo alla riduzione dei consumi energetici offerto da tecnologie diffuse su larga scala, ha determinato un passo avanti verso un futuro meno “insostenibile” per l’edilizia.
Credo, infatti, che in un settore di fatto ancora povero e tradizionale, più che ricercare tecnologie avanzate, sia corretto applicare quel semplice sapere del “buon costruire” che spesso si è perso nella corsa alla cementificazione.
Abbiamo assistito anche troppe volte all’applicazione di presunte tecnologie high tech che altro non erano se non un tentativo di far percepire come sostenibili progetti che in realtà non lo erano affatto, l’ormai noto effetto green washing.

Oggi disponiamo di materiali da costruzione ad alta resistenza e alte prestazioni che derivano da un migliore sfruttamento delle caratteristiche fisico-meccaniche intrinseche a essi. Questi materiali migliorati erano ad uso esclusivo di opere progettate da archistar, ma ora sono disponibili e utilizzabili in numerosi tipi di costruzione. Penso ai calcestruzzi ad altissime prestazioni, agli acciai speciali e anche ai vetri strutturali. Per la copertura del Padiglione Cinese, in occasione del prossimo EXPO 2015, i progettisti stanno pensando a pannelli di vetri con doppia curvatura, prodotti da una fabbrica cinese a costi molto più contenuti, impensabili fino a qualche anno fa. 
Ancora oggi, quando il progetto e la Committenza lo consentano, è innegabilmente stimolante fare ricerca e potersi cimentare con progetti “straordinari”. A volte si tratta di applicare all’edilizia materiali e tecniche mutuate da altri settori tradizionalmente più evoluti, come la nautica e il settore auto motive, più evoluti per il carico di investimenti dedicati.
Per il museo di Arte Nuragica a Cagliari, progetto di Zaha Hadid – abbiamo studiato un pacchetto per la realizzazione di facciate dalla forma tipicamente fluida e amorfa composto da una struttura portante in spritz beton fissato a uno scheletro in carpenteria metallica, rivestito all’interno da isolante e all’esterno da una particolare resina a base di poliurea applicata a spruzzo (derivata da tecnologia navale).

Anche recentemente, per le nuove lounges dell’aeroporto di Doha, disegnate da Antonio Citterio, abbiamo realizzato facciate con pinne di vetro di 16 metri di altezza, ricavate da con una speciale tecnica di accoppiamento dei vetri, di incredibile snellezza ed eleganza.

Progettista: F&M INGEGNERIA